MotoGP, macché alto e grosso: a Petrucci serve una sella valida

MotoGP, macché alto e grosso: a Petrucci serve una sella valida© Milagro

Danilo non sarà di certo un fantino, ma la sua KTM satellite non concede faville. Il ternano fa autocritica, però, sa bene che con una moto competitiva tornerebbe protagonista

18 agosto

Criticare è facile, fare autocritica lo è decisamente meno. Però, nel secondo caso, bisogna stare attenti a non eccedere: vanno bene il senso della responsabilità e l'onestà intellettuale, tuttavia, il limite tra mettersi in discussione ed autoflagellarsi deve essere rispettato.

Danilo Petrucci è un bravo ragazzo ed un grande professionista. Lo scriviamo perché lo pensiamo. Motivi diversi o di convenienza restano fuori dal seguente articolo e, comunque, non ne trovereste. Abbiamo seguito le gesta del ternano sin dagli esordi nel trial, passando alle derivate di serie su asfalto, sino alla MotoGP. Sappiamo cosa scriviamo.

Coi prototipi, il pilota umbro ha cominciato in sella ad una cavalcatura che era tutto fuorché prototipale, meritandosi poi la chiamata da parte di Ducati: in primis, ottimi risultati nel team Pramac. Più avanti, l'investitura ufficiale. Sebbene non fosse ritenuto la punta principale della squadra, per lui due vittorie e diverse prestazioni da podio. Colleghi ben più quotati e meglio riveriti, al suo posto, hanno raccolto nemmeno la metà, malgrado fossero pagati profumatamente.

Ducati di color rosso, come un semaforo che impone di rimanere fermi


Danilo, da buon poliziotto, rispetta le regole. Forse, tacitamente o meno, sapeva di rappresentare la seconda guida in seno alla Rossa ufficiale. Il ruolo di pilota Factory, Petrux lo ha interpretato per due anni. Cioè, nel 2019 e nel 2020. Nella prima stagione, la vittoria al Mugello, proprio nel giorno della Repubblica Italiana. il 2 giugno.

A parte altri podi, ecco, di nuovo, il successo nel Gran Premio di Francia, datata 11 ottobre ventiventi. Quando, a raccontarla meglio, sapeva di lasciare il posto a un rivale pronto a subentrare. Se ve lo ricordate, la Casa di Borgo Panigale venne criticata aspramente. Non tanto per la scelta, ritenuta discutibile dalla massa, quanto per la modalità.

Questo è il mondo delle corse, questo è l'ambiente lavorativo; chi, tra noi, ha vissuto situazioni simili se non peggiori?! Vediamo tante mani alzate, all'orizzonte... Ebbene, anche Danilo vi è passato, ma è stato un peccato. Rimanendo obiettivi, dalla sua poco ha giovato la scarsa costanza di rendimento, però asserire che fosse tutto ciccia e brufoli era troppo.

KTM arancione, standby devastante


Datemi il rosso o il verde, ma non il giallo. Che è poi, nei vecchi semafori, l'arancione. Va bene muoversi, accettabile rimanere fermi, non lo è rimanere nel limbo di decisioni altrui. Ecco l'esperienza KTM di Petrucci, ingaggiato da Tech3, squadra valida, ma poco esperta con moto austriache. 

La formazione francese è rimasta legata a Yamaha per anni, con eccellenti riscontri. Il passaggio a Mattighofen è, per ora, poco redditizio. Anzi, deludente. In una Top Class più serrata che mai, faticano i team ufficiali, figuriamoci quelli satellite.

Infatti, è successo quanto sopra. Anzi, quanto sotto. A parte uno sprazzo di luce intravisto a Le Mans, parecchi tribolamenti, speranze malcelate, parole spese senza ritegno e critiche a non finire. La vittima, proprio lui, Petrux, che non meritava tanto. Basti vedere quanto fatto da Iker Lecuona. 

Danilo Petrucci non è l'unico pilota corpulento della MotoGP


Citiamo Luca Marini, alto, altissimo, e pure fisicato. Però sta andando forte, considerando che è un debuttante nella Classe Regina. Oppure, suo fratello: Valentino Rossi supera il metro e 82 centimetri. Ovvio, il nove volte iridato non pesa cento chili, però non è basso come Dani Pedrosa.

Ancora, Lorenzo Savadori, uno che sa andare forte con ogni moto guidata. Il cesenate sembra Robocop, mica un fantino. Potremmo andare avanti, ci fermiamo. Il concetto è questo: sembra che Danilo stia facendo troppa autocritica, per non ammettere che la sua RC16 sia poco valida. Capiamo lo spirito di sportività e la professionalità del trentenne di Terni, tuttavia e senza difenderlo "tanto per", siamo convinti che con una - ad esempio - Honda RC 213V ben messa, egli saprebbe fare meglio di tanti altri. 

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