MotoGP, Taramasso: “Il calo di gomme accusato da Bagnaia andava anticipato”

MotoGP, Taramasso: “Il calo di gomme accusato da Bagnaia andava anticipato”© Milagro

Il Responsabile Michelin: "Però Pecco è stato l'unico a Silverstone ad avere un effettivo problema alle coperture. Per evitare noie e complicazioni, meglio dedicare il lavoro alla gara anziché al giro secco"

10 settembre

I problemi accusati da Francesco Bagnaia in Inghilterra, più altre polemiche sollevate dai colleghi della MotoGP, hanno messo la Michelin nell'occhio del ciclone. La Casa francese, fornitrice unica del campionato, ha voce nella persona di Piero Taramasso, Responsabile sui campi gara: "Bisogna lavorare con onestà ed obiettività - le sue parole - noi ascoltiamo sempre i pareri dei piloti e dei team, provando a dare loro buoni consigli. Ogni squadra ci fornisce dati molto utili e Michelin collabora a stretto contatto con ognuna di esse. Ecco perchè dispiace per quanto accaduto".

Lo staff del bibendum riassume i fatti avvenuti nel Gran Premio di Gran Bretagna: "Dopo Silverstone - ancora Piero - parecchi piloti si sono lamentati di aver accusato un calo eccessivo di perfomance delle gomme. I tempi salivano già dopo 5 o 6 giri, per usure anonamele all'anteriore per Joan Mir, dietro a Pecco Bagnaia. Quando cala lo spessore dello pneumatico, lo fanno anche le temperature ed il grip. Quindi, sì: il calo delle prestazioni c'è stato, ma noi non siamo riusciti ad anticiparlo, perché ci aspettavamo che il drop arrivasse dopo 10 giri, come avevamo visto nella giornata di sabato".

Non è filato tutto liscio e può succedere: "Esatto - la conferma - nella gara domenicale il calo è arrivato prima del previsto e si è presentato a tutti i piloti. Rimanendo su Bagnaia, diciamo che la sua copertura si sia comportata male. Stiamo continuando ad analizzare ogni componente, nell'obiettivo di capire cosa non abbia funzionato. Però, il caso di Pecco è da ritenersi l'unico per cui una soluzione abbia riscontrato problemi di sorta. La scelta delle gomme era simile a quella apportata nel 2019. Certo, in due anni la pista è cambiata parecchio, e le condizioni erano diverse: il freddo di Silverstone non ha aiutato. Però sono cose che si possono correggere per il 2022".

Giro secco? Meglio pensare al passo


Che differenze ci sono tra i piloti che riescono a far rendere bene le gomme tra quelli che, invece, faticano e riscontrano problemi? Taramasso offre una opinione precisa, a riguardo: "Ci sono idee, strategie e metodo. La cosa importante è lavorare per la gara. Bisogna capire, innanzitutto, quale sia la scelta giusta di pneumatico. Poi, inanellare più passaggi di pista possibili. Bisogna girarci sopra, magari nelle FP4, ricoprendo tutto il turno cronometrato nell'obiettivo di preparare il Gran Premio. Per esempio, Fabio Quartararo ed Aleix Espargarò hanno completato 24 e 22 giri".

Perché non tutti lo fanno? Ecco il motivo: "Alcuni piloti preferiscono dedicarsi al time attack, nel desiderio di partire meglio piazzati sulla griglia del Gran Premio. Chi, invece, lavora per la corsa può recuperare posizioni ed evitare sorprese simili a quelle di Silverstone. Se un pilota prova una soluzione di gomma per 22 o 24 giri, sa se poi avrà cali o problemi di sorta. Se, invece, non vengono fatte prove sulla lunga distanza, non si possono prevedere noie o inconvenienti".

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