La nuova Energica, un viaggio verso il futuro

La nuova Energica, un viaggio verso il futuro

Dalla sede della Energica a Misano Adriatico, durante il weekend del GP San Marino e Riviera di Rimini, abbiamo avuto l’occasione per constatare i progressi delle moto elettriche, non soltanto “green” ma performanti

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Lorenzo Colozzi "Spavald92"

17 ottobre

Provare l’ultima versione della Energica, respirando l’aria del Motomondiale… Fatto! Un emozionante weekend, iniziato a Modena, presso la sede della Energica, dove sono stato accolto in modo molto cordiale. In azienda ho visto tantissimi giovani e questo mi ha fatto capire che Energica ragiona nel lungo periodo, anche a livello umano, oltre che tecnologico. Facendo un giro dell’azienda, mi sono fatto spiegare tutta la storia di Energica, dalla nascita fino a oggi, passando per la collaborazione con Dorna in MotoE e per tutte le difficoltà che la Casa modenese ha affrontato e superato. Ho visto il primo prototipo (che non aveva neppure il motore!) e le ultime evoluzioni, che montano lo stesso propulsore, il risultato di ben tre evoluzioni tecniche. In poco tempo, è stato ridotto il peso dei veicoli ed è stata incrementa la potenza dei motori.

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Il progresso


Avevo provato una Energica due anni fa; constatando quanto sono riusciti a migliorare il prodotto, mi rendo conto che gli ingegneri di Energica hanno fatto un incredibile salto in avanti a livello tecnologico e mi sono domandato… Tra due anni dove arriveranno? Quanto riusciranno ad abbattere il peso delle batterie? I motociclisti pensano che le moto debbano essere leggere, fare tanto rumore e avere le marce. Tutti dettagli che la moto elettrica non ha, perché non le servono. Contro questo modo di ragionare, però, chi costruisce moto elettriche si deve scontrare. Forse ancora non tutti sono pronti a questo grande, anzi, enorme cambiamento ma il futuro passa dalle moto elettriche e per rendersene conto basta osservare cosa accade nel settore auto. Certo, il mondo delle due ruote insegue sempre quello delle quattro ruote, però, presto, anche le moto dovranno cambiare, anzi... stanno già cambiando! Energica, infatti, ha ridotto il peso delle sue moto elettriche, più potenti, rispetto al passato recente.

Il pomeriggio del venerdì, numerosi clienti di Energica, arrivati da tutta Europa con le loro moto, si sono incontrati in azienda ed Energica ha offerto a tutti un “tagliando live”, mostrando come si effettua la manutenzione di una moto elettrica, differente da quella che si fa su un veicolo endotermico. Sulla moto elettrica, ad esempio, a ogni tagliando si può aggiornare il firmware, che può migliorare molto il rendimento della moto, a costo quasi zero per l’utente. Sabato, la partenza del viaggio. Insieme a noi, tra tanti partecipanti, The “thegirlonabike”, una trentacinquenne che abita a Londra. Ha una storia molto interessante, perché, dopo un bruttissimo incidente in bicicletta, in cui ha riportato numerose fratture, è risalita in sella e oggi guida addirittura le moto da enduro! Il management di Energica è stato molto bravo e attento, cercando personaggi con storie interessanti, che hanno partecipato a questo evento fuori dagli schemi.

Verso Misano


Subito dopo la partenza mi sono reso conto che il test ride non era una vera prova ma un viaggio dall’azienda al circuito di Misano Adriatico. Non si poteva fare diversamente, perché tutti dovevano godersi l’esperienza, senza rischi, anche perché nell’ultima parte del tragitto abbiamo dovuto fare i conti con la pioggia, che non ha creato problemi alle moto. Durante il viaggio, solo una sosta di circa dieci minuti per caricare la batteria. In mezz’ora, partendo da zero (che non era il nostro caso) si arriva all’80% circa della carica. Saremmo potuti arrivare senza sosta al circuito ma la ricarica è servita a mostrare a tutti il metodo con cui si effettua l’operazione. Infine, l’arrivo in circuito, con la MotoE che stava gareggiando; la battaglia degli ultimi giri, poi la bandiera a scacchi!

Domenica ho deciso di non andare subito in pista. Mi sono diretto sulla mitica Panoramica, per testare a fondo la moto, decisamente più leggera rispetto al passato. Anni fa avevo provato la Eva. Oggi ho provato la Ego, che è migliorata in tutto. C’è più potenza, mi sento ben caricato sull’avantreno e le sospensioni lavorano egregiamente. La moto pesa circa 260 kg, ben distribuiti. Mi ha fatto piacere constatare che non servono gomme particolari; quelle che vengono usate sulle moto endotermiche vanno benissimo, adeguando le pressioni di gonfiaggio, leggermente più alte, sulla Ego. Mi è piaciuta molto la strumentazione, sia come layout, sia come gestione, che viene fatta attraverso i blocchetti. Ci sono un sacco di funzioni, alcune delle quali non verranno neppure usate, però ci sono e questo fa figo, perché sapere di averle è un plus di marketing, oltre che tecnico. La coppia mi ha lasciato a bocca aperta. C’è davvero tanta coppia, disponibile immediatamente e abbinata a un’elettronica convincente. Tutto e subito… e il feeling è buono. Inoltre, l’erogazione del motore si può cambiare, anche radicalmente.

La mancanza del cambio si sente? No, perché la coppia abbonda e alla fine il cambio non serve. Sembra di essere sull’iSpeed di Mirabilandia; è difficile descrivere cosa ho provato in sella alla Ego. Bisognerebbe provarla per capire. Bisognerebbe provarla per giudicarla. Sono convinto che molti, dopo averla guidata, la apprezzerebbero. Per quanto riguarda il sound, non è vero che è assente. Tutt’altro. Quando si spalanca il gas, o meglio, quando si fa una richiesta di coppia attraverso la manopola destra, il motore fischia da paura. Un suono ovviamente diverso da quello di un motore endotermico ma vi assicuro che stando sopra la moto si percepisce un sibilo che trasmette adrenalina. Questa Energica, inoltre, è una moto da Ego… centrici! A ogni sosta tutti venivano a chiedermi informazioni, restando stupiti quando gli dicevo il livello di potenza che è in grado di erogare.

Considerazione personale. Energica ha fatto un ottimo lavoro ma in Italia si dovrebbero migliorare le infrastrutture. Mancano le colonnine di ricarica, a differenza dell’Europa del Nord, dove stanno lavorando molto per garantire servizi a chi ha una moto elettrica. Manca qualcosa? Sì, il finale, indimenticabile. Una sfilata sul circuito di Misano Adriatico, al termine delle competizioni. Davanti a me, il campione della MotoE, Jordi Torres; nella mia mente, la consapevolezza di avere messo le ruote sul tracciato dove Valentino Rossi ha corso una delle ultime gare della sua gloriosa carriera!  

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