Ecatombe di cadute a Misano: reintroduciamo le gomme intermedie?

Ecatombe di cadute a Misano: reintroduciamo le gomme intermedie?© Milagro

Le condizioni meteo variabili le avrebbero richieste, ma Dunlop e Michelin non le forniscono, a privliegio del risparmio, del Flag to Flag e degli spazi televisivi. Invece, Pirelli le porta in SBK, a vantaggio della sicurezza 

23 ottobre

In MotoGP tante, nella Moto2 tantissime, troppe. Le cadute si sono sprecate in quel di Misano e c'è chi ha ancora coraggio e voglia di dare la colpa alle condizioni metereologiche. Come se il cielo rispondesse e, qualora lo facesse, lo farebbe di testa propria. Giustamente. 

L'asfalto, dapprima bagnato dalla pioggia, si è asciugato quando le nuvole hanno smesso di piangere. Ma non del tutto, perché qualche goccia è caduta e le basse temperature atmosferiche erano poco favorevoli in tal senso. Perciò, l'asfalto - oltre ad essere freddino - offriva spazi maculati, di due colori. Quello scuro, indicava acqua. Quello chiaro, non la prometteva ma nemmeno toglieva la possibilità che ci fosse.

Si è rivelato proprio così: la condizione ibrida ha fregato tanti piloti, costretti a limitare la possibiltà di errore. Chi non ce l'ha fatta, è cascato a terra. Marc Marquez ha salvato il salvabile una prima volta, poi è caduto. Joan Mir si è steso, Jorge Martin due volte. Ed altri della top class. I colleghi della classe di mezzo, invece, hanno perso il conto. Perché tutto questo?

Asciutto o bagnato? Massì, abbiamo le intermedie! Ah, no. Non le abbiamo


Il sottotitolo lo spiega bene. Quando la condizione è ritenuta "mista", conviene optare per coperture pensate proprio per tale situazione: le intermedie. La gomma intermedia calza a pennello, anzi, calzerebbe, perché nel Motomondiale non se ne vedono più.

Come sarebbe a dire? Il campionato prototipale e più costoso a due ruote non offre soluzioni intermedie quando queste sarebbero necessarie? Ebbene sì, e dispiace scriverlo. Dunlop - fornitrice di Moto3 e Moto2 - e Michelin - uguali per tutti in MotoGP - non portano nel paddock alcuna gomma intermedia, cioè, con battistrada ed intagli concepiti per smaltire acqua, rimanendo performanti allo stesso tempo su zone asciutte.

Perchè, qual è il senso? Le ragioni potrebbero essere diverse, partendo dalle lamentele palesate dagli stessi piloti, i quali criticarono tempo addietro le intermedie, definendole "inutili e pericolose". Saranno anche state così, ma alcuni di loro, recentemente, ne hanno invocato il ritorno.

Perché non tornano? Per questione di costi, probabilmente, per motivi di "abitudine" possibilmente. Prendiamo la Moto2, sempre ad esempio: Dunlop porta due mescole, soffice e media, ritenute assolutamente identiche da chi le usa o, comunque, dotate di infinitesimali differenze. Tra l'altro, gli stessi piloti giurano che le due scelte siano dure come il marmo. Ecco perché durano per tantissimi giri di pista effettuati al limite. In ogni condizione. Poi, l'ecatombe di Misano, frutto della cattiva abitudine.

Decidono il Flag to Flag e le TV


Appunto poiché valutate poco idonee (diciamoci la verità, alcuni piloti e team non sapevano su quale opzione puntare e tutt'oggi faticano a scegliere le soluzioni giuste) le gomme intermedie sono state abolite. Per ovviare una lacuna comunque rimasta, è arrivata una idea, buona soprattutto per le TV.

Il Flag to Flag, amici lettori. Ossia, la procedura in cui ogni corridore abbia la possibilità di rientrare nella pit lane e cambiare moto. Questo, ovviamente, se ha voglia di farlo. Il pilota in oggetto rientra, trova i meccanici pronti con una seconda moto, equipaggiata con le gomme del caso.

L'idea arrivò per ottimizzare i tempi televisivi: inutile perdere spazi, in attesa di ripetere tutta la procedura di partenza, costituita da cambio pneumatici, allineamento, warm up lap e start. Meglio prendere due piccioni con una fava: chi vuole rientrare, lo fa, altrimenti resta in pista, indipendentemente da conzioni meteo e coperture. I protagonisti hanno sempre ammesso quanto pericoloso sia quel frangente. Frangente in cui si può scegliere se usare gomme da asciutto o da pioggia. Ma se l'asfalto è "mezzo e mezzo" come a Misano, cosa succede? Addio sicurezza.

Eppure, Pirelli ha ottime intermedie per la SBK

Abbiamo inziiato con "eppure", perché la SBK viene fatto passare per un campionato di Serie B, ovvero, meno professionale e competitivo. Ad di là che ogni commento sia poco utile - tralasciamo, che è meglio - la cosa certa è che nelle derivate di serie giri meno denaro. Quello sì.

Però, appunto. Pirelli è protagonista di un egregio lavoro. E non lo affermiamo poiché la "P lunga" sia una Casa italiana. Lavora bene e basta, dato che ogni pilota può disporre di un buon numero di soluzioni a weekend, spesso evoluto in termini di prestazioni durata e sicurezza. Quest'ultima è voce fondamentale: già sapere di poter disporre di una gomma intermedia, rende il pilota tranquillo e consapevole che, nel caso, potrebbe fruirne.

Immaginate il seguente siparietto: "Magari oggi piove... sì, piove" - Oh, però adesso è uscito il sole!-  "D'accordo, ma l'asfalto è ancora bagnato" -Eh, però si sta asciugando, dai...." - No, ascolta: con le slick rischio di cadere. Con le rain posso distruggerle dopo pochi giri " - Okay, hai ragione tu: ti monto due belle intermedie e non ci penso più - Nessuna ecatombe di ruzzoloni.

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