L'intervista ad Aki Ajo, lo scopritore dei fenomeni

L'intervista ad Aki Ajo, lo scopritore dei fenomeni© Milagro

Da Marquez a Zarco, da Binder a Oliveira, fino al 2021 con Acosta, Gardner e Raul Fernandez: il team di Aki Ajo è un riferimento nelle classi minori. "Il 50% del nostro lavoro è legato ai risultati in Moto2 e Moto3, l’altra metà è connessa alla crescita dei piloti in ottica MotoGP. Che bravo Pedro a gestire la stagione!", ci ha raccontato in esclusiva 

27 novembre

Raul Fernandez e Remy Gardner


Un altro rookie fenomenale è stato Fernandez, protagonista assoluto della Moto2.

“È fantastico il modo in cui si è adattato alla Moto2, incredibile. Forse è per merito del fatto che in passato, quando correva in Moto3, già si allenava su moto da 600 di cilindrata. È stato un piacere vederlo sbocciare in questo modo. Raul ha una mentalità da vero atleta, che ha sacrificato tutto per ottenere benefici nello sport”.

La Yamaha ha cercato di strapparvelo.

“È un pilota KTM, la Casa ha un bel programma assieme alla Red Bull, che negli anni ha garantito grandi risultati. Oliveira e Brad Binder sono con noi fin dalla Rookies Cup e sono saliti in MotoGP con la KTM. Anzi, sono gli unici piloti KTM ad aver vinto in MotoGP. Vogliamo ripetere il percorso con altri piloti”.

Ma avete visto che un pilota della vostra filiera può essere “sottratto” da altre Case, come Jorge Martin.

“Il nostro programma coinvolge parecchi piloti e non c’è posto per tutti, e a volte la KTM deve prendere delle decisioni. Quindi ci sono situazioni in cui è possibile offrire un posto in MotoGP, e altre in cui non è possibile”.

Come spieghi la crescita di Remy Gardner, vicinissimo al titolo della Moto2?

“Il suo step è stato soprattutto mentale, riesce a essere più calmo: per tanto tempo è rimasto lontano dagli errori, ha imparato ad aspettare il momento giusto per fare la mossa decisiva. Sono impressionato dalla sua crescita”.

Lui e Raul hanno lottato per il titolo Moto2, ma sono compagni (e resteranno tali nel 2022 in MotoGP con il Team Tech 3) e hanno un buon rapporto (almeno così pareva prima dei test MotoGP di Jerez).

“È bello lavorare con questa atmosfera nel box: è sempre stato l’obiettivo del nostro team. Vogliamo il più possibile che l’atmosfera sia familiare, con le persone pronte ad aiutarsi e i piloti disposti a lavorare assieme anche se sono rivali in pista. La rivalità può alimentare certe tensioni, è normale, ma il modo in cui ci relazioniamo con loro aiuta la gestione di queste tensioni e dei momenti difficili”.

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