MotoGP: modificare il primo tratto di Le Mans? Non è così semplice

MotoGP: modificare il primo tratto di Le Mans? Non è così semplice

Si riapre il tema sicurezza in relazione a quanto successo nel weekend francese di MotoGP e MotoE con i salvataggi di Zarco e Bezzecchi, la caduta “spettacolare” di Rins in gara e quella di Torres, poi investito da Canepa e Fores

17 maggio

Torna d’attualità il tema della sicurezza in MotoGP dopo la pericolosa caduta di Alex Rins nelle prime battute della gara francese. E’ indubbio che il primo tratto di pista del tracciato Bugatti di Le Mans sia pericoloso, soprattutto l’esterno delle prime due curve, come testimoniato peraltro dal salvataggio miracoloso di Johann Zarco nelle FP2 di venerdì e dal quasi miracolo (con caduta annessa) di Bezzecchi il sabato.

Anche la variante 3-4 in sè non è il massimo della sicurezza se vogliamo dirla tutta, e le cadute di Oliveira e Torres in MotoE l’hanno dimostrato. Cadendo in mezzo alla chicane, moto e pilota rimangono in mezzo alla pista con il serio rischio di venire centrati da quelli dietro (è successo in MotoE con Torres caduto ed investito da Canepa e Fores). 

Cosa si potrebbe fare per mettere in sicurezza quel tratto di pista? Domanda dalla risposta non semplice. Aggiungere un pezzo di asfalto prima della ghiaia sarebbe un’arma a doppio taglio: aiuterebbe sì i piloti in fase di lungo a non andare subito in ghiaia ma dall’altro lato sarebbe deleterio in quanto l’asfalto non rallenterebbe a dovere le moto.

Le parole di Morbidelli, Bagnaia, Miller, Aleix Espargarò a riguardo


Ho fatto anche io un taglio alla 1 - dice il pilota Yamaha -accanto a quello di Bezzecchi. Fortunatamente non passava nessuno altrimenti sarebbe stato un bel problema. Ci vorrebbe un po’ d’asfalto che faccia rallentare quando si va dritti, senza arrivare alla chicane 3-4 ancora a 190 km/h. Ci vorrebbe anche la ghiaia oltre all’asfalto perché quando uno scivola poi la moto arriva…bisognerebbe discuterne in Safety Commission.”

Pecco Bagnaia: “Quella di Bezzecchi è stata la “migliore” ma quel punto è uno dei più pericolosi del campionato. Forse l’asfalto può aiutare ma il problema è che se uno cade in curva 1, l’asfalto non ferma la moto che arriverebbe più velocemente in curva 3-4 rispetto alla ghiaia. Il problema è che è un mix di cose, se la moto cade anche in curva 2 arriva subito in curva 3. Non so sinceramente cosa si possa fare per sistemare questa cosa.”

Jack Miller: “Nel weekend mi è capitato un paio di volte di tagliare. Non sono andato così veloce come Zarco e sono riuscito a rialzare la moto prima. Non è semplice sistemare la cosa. Per mettere l’asfalto c’è bisogno che il muro oltre le curve 3-4 sia 200 metri più avanti perché la moto non si ferma. E’ comunque una pista da Motomondiale che ha punti pericolosi come le altre.” 

Aleix Espargarò: “E’ difficile da dire, bisogna trovare un compromesso. Direi non tutto asfalto altrimenti la moto non si fermerebbe, ma un pochino di asfalto giusto per permettere di frenare se si va un po’ fuori traiettoria e ridurre la velocità. E’ un punto difficile da sistemare perché se si mette troppo asfalto bisogna anche spostare le barriere altrimenti si arriva troppo forte.”

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