Ago Day, 5 curiosità che forse non conoscevi sulla leggenda delle moto

Ago Day, 5 curiosità che forse non conoscevi sulla leggenda delle moto© Getty Images

15 mondiali vinti, 10 Tourist Trophy, 162 podi, molte cose le sappiamo tutti, ma alcune curiosità pochi le conoscono

Giacomo Agostini compie 80 anni, nel tempo lo abbiamo conosciuto nei minimi particolari. La sua carriera, il suo passato come team manager, ma siete sicuri di sapere tutto sul 15 volte campione del mondo?

Nel giorno del suo compleanno vi riveliamo o rispolveriamo quelle che sono state le abitudini o curiosità che hanno reso, altrettanto grande, il mito di Ago.

I diari per ricordare la sua carriera sportiva

Giacomo fin dagli inizi si appuntò ogni minimo particolare delle sue gare su dei quaderni. Infatti, li troviamo, oltre a molti altri cimeli, nella stanza dei trofei che il campione ha adibito. Era convinto che le “avventure” della sua carriera non dovessero essere scordate.

Il giro d’onore ad Imola salutando i tifosi

Il 7 Aprile del 1974 Agostini fece un giro d’onore alla 200 miglia di Imola. Mentre era in pista salutò i tifosi alzando la mano sinistra. Questo gesto era severamente vietato dai regolamenti dell’epoca perché era visto come un pericolo staccare una mano dal manubrio. Si veniva puniti con multe salatissime. Però era un evento, quello della gara di Imola, con regolamento speciale dove non era inclusa questa specifica regola. E quindi Giacomo si salvò.

La madonnina nel casco

Il pilota Bergamasco è molto religioso e prima quando gareggiava aveva fatto inserire una medaglia dove era ritratta la Madonna di Lourdes nell’imbottitura interna del casco, in segno di protezione verso di lui, vista l’attività pericolosa che svolgeva guidando la moto.

Gli anni d’oro: ’68, ’69, ‘70

Agostini iniziò la sua carriera nel 1963. Sin da subito fece capire di che stoffa era fatto. Ma nel triennio 1968-1969-1970 vinse tutte le gare disponibili nelle categorie 350 e 500. Lo sapevate?

La Triumph Trident T150

Giacomo, sia mentre ancora gareggiava, che dopo il suo ritiro, si allenava spesso per le curve della Val Camonica. Lui voleva, per gli allenamenti, una moto che avesse una grossa cilindrata, ma all’epoca le case di italiane non costruivano modelli con cilindrate eccessive, costruite con una trasmissione a catena. Non disponendo, quindi, di una moto con queste caratteristiche si fece costruite appositamente per lui una Triumph Trident T150. La casa inglese, inoltre, fece rodare la moto, prima di consegnarla ad Ago, da un certo John Cooper.

Tutta la carriera, curiosità e racconti riguardanti Giacomo Agostini le potete trovare in edicola sul libro “Giacomo Agostini un mito lungo 80 anni” che Motosprint ha creato insieme al campione, per il suo compleanno.

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