COSA dobbiamo aspettarci dalla Ducati? Il Mugello è il suo “test track” (cioè la pista in cui prova abitualmente), perciò è una delle piste sulle quali le Desmosedici hanno percorso il maggior numero di chilometri; e qui, a metà maggio, il team sviluppo della Ducati ha svolto un’intensa sessione di test per sviluppare materiale nuovo ma anche per preparare il GP Italia. Insomma, gli uomini di Borgo Panigale hanno potuto “fare set-up”, come si dice nel gergo delle corse, e questo è un vantaggio che bisognerà sfruttare. Ci sono stati anni in cui la Ducati andava in Toscana per vincere, e anche se ce l’ha fatta solo nel 2009 (con Casey Stoner) è stata molte volte protagonista. Ma i tempi sono cambiati, oggi la Ducati è un’azienda che deve recuperare uno svantaggio notevole – accumulato soprattutto dal 2010 al 2013 – e le prestazioni non sono ancora soddisfacenti, nonostante possa beneficiare di una deroga al regolamento che offre diversi vantaggi in termini di pneumatici e di possibilità di sviluppo. Il reparto corse ha fatto grandi sforzi per poter dare ai piloti ufficiali una versione aggiornata della Desmosedici GP14, nella gara di casa, nella speranza che ci sia una reazione anche da parte loro. Le moto che guideranno Andrea Dovizioso, Cal Crutchlow e Andrea Iannone – in base ai risultati dei test avvenuti dopo il GP Spagna a Jerez – presentano alcune migliorie dal punto di vista del motore (parti interne, così come aggiornamenti del software), ma soprattutto un telaio che, pur non essendo di nuova concezione, garantisce la possibilità di lavorare sulla messa a punto in un modo nuovo, perché permette un range di regolazioni più ampio: si possono effettuare maggiori spostamenti del motore, più ampie variazioni nella zona del cannotto di sterzo e del forcellone. Insomma, si può lavorare maggiormente sul bilanciamento dei pesi e delle geometrie. L’articolo completo del nostro inviato al Motomondiale Enrico Borghi lo potete leggere su motosprint in edicola da martedì 27 maggio.