CERCANDO di risolvere i suoi guai, Pol Espargaró ha avuto un’idea audace – «Voglio modificare la Yamaha per adottare in MotoGP la guida che avevo in Moto2!» – che muta gli scenari e amplia gli orizzonti riguardo l’evoluzione della tecnica di guida nella classe regina. Negli ultimi tempi i migliori talenti approdati in MotoGP dalla Moto2 stanno esibendo una tecnica nuova, un’evoluzione delle idee sviluppate negli ultimi otto anni da Pedrosa e soprattutto da Stoner. Bene: se Marquez con la sua tecnica ha esibito un modo nuovo di guidare la Honda, Pol Espargaró intende provarci con la Yamaha e non è la stessa cosa perché si tratta di due moto completamente diverse. Infatti non è un caso che Pol abbia trovato maggiori difficoltà nell’adattamento alla classe regina: lui è il primo iridato della Moto2 che sale in MotoGP con una Yamaha e non con una Honda, che si adatta molto meglio alla tecnica di guida della Moto2. Dunque Pol vorrebbe riuscire ad usare una Yamaha come fosse una Honda, quindi da circa un mese, insieme al suo team, sta lavorando in modo autonomo sulla messa a punto cercando soluzioni non convenzionali (rispetto alle classiche regolazioni della M1) per riuscire a guidare la Yamaha in maniera a lui più consona, cioè frenando fortissimo e facendo alzare la gomma posteriore, impostando a quel punto la traiettoria con la ruota sollevata dal suolo ed entrando in derapata. È la tecnica di Marquez, che deriva appunto dalla Moto2. L’articolo completo del nostro inviato al motomondiale Enrico Borghi lo potete leggere su Motosprint in edicola da martedì 10 giugno.