Cal Crutchlow e la Ducati: una storia breve, durata una sola stagione e mai decollata. L’inglese lascerà la casa bolognese a fine stagione (leggi QUI) con un bottino un po’ scarno: 1 solo podio, ad Aragon (leggi QUI). Attualmente Crutchlow è 12° in campionato. Insomma, una storia molto diversa da quelle che erano le aspettative di un pilota che nel 2012 era salito tre volte sul podio, concludendo quinto con la Yamaha Tech3. In una intervista rilasciata al sito motomaters.com, Crutchlow ha ripercorso la sua unica stagione in Rosso. “In una parola direi che è stato demoralizzante. La cosa peggiore per me è che a un certo punto ho cominciato a pensare di essere io quello che sbagliava, e ovviamente è così. Io sono severo con me stesso. Quando sono a casa mi siedo e penso che sono pagato molto bene, ma arrivo alle spalle di gente che guadagna meno di me. Dentro di me penso: ok è semplice, vai più forte. Poi però non  ci riesco. Perché non riesco ad andare forte come Dovizioso e Iannone?”. Già, che risposta ti sei dato? “Il momento peggiore della stagione è stata la caduta in Texas. Io in genere non ho paura di cadere, ma da quel momento, da quella caduta, non ho più avuto la stessa fiducia di prima. Prendo meno rischi”.   E pensi che cambiando squadra e moto la fiducia tornerà? “Ne sono certo. penso che nel team giusto, con persone con le quali vai d’accordo e con una moto con la quale ti trovi bene le cose possano cambiare e molto. Prendiamo Valentino Rossi. Nei suoi due anni alla Ducati ha avuto anche momento buoni, qualche bel podio, ma nel complesso non si è nemmeno avvicinato ai risultati degli anni precedenti. E appena ha cambiato moto e squadra è di nuovo tornato subito sul podio. Intendiamoci, non mi sto paragonando a Valentino, lui è un fuoriclasse, uno che ha vinto nove mondiali. Sto solo dicendo che le cose per lui sono cambiate parecchio. Guardatelo adesso, è tornato forte come prima, è tornato vincere”. Quindi pensi di poter tornare competitivo anche tu? “Certo, non ho dubbi. Se ne avessi smetterei di correre e me ne starei a casa. Avrei una vita meno complicata, sicuro. Credetemi, se pensassi di trovarmi nella stessa posizione di adesso non avrei firmato il contratto per l’anno prossimo”