dall'inviato  Enrico Borghi SEPANG – Non si può certo dire che il temporale, scatenatosi alle 14,00 (cioè all'inizio del secondo turno di prove libere) abbia rovinato il lavoro dei team. Se c'è una pista dove tutti hanno già una messa a punto perfetta, ancora prima di arrivare, è proprio questa. Perché i team svolgono qui, in inverno, i test di sviluppo più importanti. Alla fine della prima giornata si parla dell'episodio che ha visto coinvolti Andrea Iannone e Marc Marquez proprio nel secondo turno. Iannone stava impostando la curva 15 (l'ultima prima del rettilineo di arrivo) quando ha sentito un colpo fortissimo sul lato sinistro (cioè all'interno). Era la Honda di Marquez, che ha centrato l'abruzzese. Marc ha sbagliato la frenata e ha colpito il ragazzo di Vasto facendogli anche male: Andrea ha riportato una ferita al braccio sinistro, all'altezza del tricipite che si è gonfiato al punto che, in un primo tempo, Andrea non riusciva a piegare il braccio. Marquez alla fine del turno è andato nel box del team Pramac e si è scusato con Andrea, ammettendo di essersi sbagliato. Marc ha spiegato di essere arrivato alla staccata e all'improvviso, nel momento in cui ha impostato la curva, gli si è chiuso lo sterzo. La sua ruota anteriore è finita infatti sopra un punto della pista ancora umido e ha perso aderenza. Lo scontro con Iannone è stato inevitabile, anche se a finire a terra è stato solo Iannone. La Direzione di Gara non ha comminato allo spagnolo nemmeno un punto di penalizzazione, dunque la questione finisce qui. Ma restano un paio di considerazioni. Iannone ha subìto la penalizzazione di un punto in Australia, perché ha colpito Pedrosa all'inizio della gara (L'abruzzese ha avuto un problema al cambio, non è riuscito a frenare bene): allora perché Marquez questa volta l'ha passata liscia? Se questo episodio fosse accaduto a ruoli invertiti, ci sarebbe stata la stessa indulgenza?