Non era certo così che Dani Pedrosa sperava che finisse la gara della MotoGP Malesia. Non una, ma due cadute per il piccolo spagnolo della Honda. Pedrosa era reduce da un GP che lo aveva fatto incavolare molto. In Australia, era stato investito da Iannone. L’italiano era caduto, si era fatto male all’anca (leggi QUI) e pure beccato un punto di penalizzazione sulla licenza (leggi QUI). Ma lo spagnolo era stato costretto al ritiro, senza poter incamerare neppure un punto: era a l secondo posto in campionato, a pari punti con Rossi, si è ritrovato quarto. Ma Dani aveva molte speranze per la Malesia. Aveva vinto lui le ultime due edizioni, e la Honda era data per favorita su questa pista. Partiva in prima fila con il secondo tempo (leggi QUI). “IL week end prometteva bene . spiega Pedrosa - ma al secondo giro ho perso l’anteriore e sono andato giù. Non so cosa sia successo, ma non ero al limite”. Pedrosa ha ripreso il via della gara. “Stavo riguadagnando terreno, avevo un buon feeling e poi sono caduto ancora. Non stavo guidando al limite e sono caduto una seconda volta, allo stesso modo. Ora andremo a guardare la telemetria per capire cosa sia successo, perché si è verificato due volte di fila e sullo stesso lato del pneumatico”. Con la gara della MotoGP Malesia Pedrosa è diventato il decimo pilota nella storia ad avere raggiunto quota 150 Gran Premi nella classe regina. Dani, in assoluto, ha corso 228 GP. di lui, forse, sorprende più altro fatto: li ha corsi tutti (in tutte e tre le classi) con la stessa Casa, cioè la Honda. “Mi sarebbe piaciuto che le cose fossero andate diversamente a Sepang...”