A Valencia si è svolta una riunione tra i rappresentanti della Dorna e quelli dei produttori di abbigliamento tecnico. L’organizzatore del campionato vuole creare un protocollo di sicurezza anche per quanto riguarda le protezioni del pilota. La strada è lunga, perché le problematiche sono notevoli, ma la Dorna ritiene che dopo 20 anni di costanti migliorie apportate ai circuiti (e di investimenti milionari da parte dei gestori degli autodromi) sia il caso di occuparsi dell’abbigliamento protettivo. Secondo i piani della Dorna l’obiettivo (il protocollo) deve essere raggiunto in due anni: nel 2015 bisognerà creare almeno un primo livello “standard” a cui dovrà poi adeguarsi l’abbigliamento da gara di tutti i piloti in vista del 2016. Il problema è che solo due aziende dispongono del sistema airbag (Dainese e Alpinestars), invece Dorna vorrebbe vederlo su tutte le tute dei piloti che prendono parte ai Gran Premi. Oggi è pura utopia ma i produttori di tute sono stati sensibilizzati sul problema, che non è relativo solo ai materiali ma anche alle forniture: esiste un problema soprattutto in Moto3, dove ci sono piloti che usano la tuta per troppe gare dopo le cadute (anche rovinose). Alcuni, poi, nel weekend di gara non dispongono di materiale di riserva e anche questo mette in pericolo la sicurezza. Infatti la Dorna ha stabilito che dalla prima gara del 2015 ogni piloti dovrà disporre di 3 tute, 3 caschi, 3 stivali. In modo che, in caso di caduta nelle prove, un pilota non sia costretto a gareggiare con materiale che ha subito dei danneggiamenti. Enrico Borghi Sul numero di Motosprint in edicola potete trovare molte altre notizie di MotoGP.