di Enrico Borghi SEPANG – Mancano solo altri tre giorni di test, prima dell'inizio del Mondiale MotoGP, e solo il Team HRC sembra già pronto per la grande sfida. Marc Marquez e Dani Pedrosa hanno ormai scelto la configurazione della moto che utilizzeranno nel campionato che inizia il 29 marzo. Hanno optato per il materiale 2015 (perciò è stato definitivamente scartato il materiale 2014) e d'ora in poi si lavorerà solo su quello. Mentre per i piloti della HRC è ora di pensare soprattutto al ritmo – e quello di Marquez è impressionante – gli altri sono ancora impelagati in problemi più o meno grandi. I rivali della Yamaha, ad esempio, non sono ancora riusciti a trovare il giusto bilanciamento della M1 2015, anche se Jorge Lorenzo in questa occasione è apparso un po' più efficace di Valentino Rossi. In casa Yamaha si lavora con pazienza e metodo, tuttavia Valentino è stato chiaro: «Il nuovo cambio seamless non basta, bisogna lavorare sul bilanciamento e anche sulla messa a punto in frenata. La nostra moto, quando le gomme si deteriorano, diventa difficile da guidare». Il pesarese è apparso tutto sommato tranquillo, Jorge è apparso invece nervoso. Pochi piloti se la sono sentita, alla fine, di fare una simulazione. Ha pesato il caldo, enorme questa volta: alle 3 del pomeriggio l'asfalto ha toccato 61 gradi di temperatura! E poi ha influito lo spirito di conservazione: i piloti sono rimasti a Sepang per provare per la prima volta le gomme Michelin (che verranno introdotte nel 2016), e su questa pista tre giorni sono già massacranti ma quattro non li ha mai affrontati nessuno. Eppure tra i piloti c'è curiosità e il concetto espresso da Valentino Rossi rispecchia l'idea di tutti: «Nessuno è contento di provare anche il quarto giorno, ma c'è la curiosità di capire a che livello sono le gomme che poi useremo dalla prossima stagione; e poi non capita spesso di fare una comparazione con due gomme diverse». Tornando al lavoro per il campionato 2015, in realtà c'è chi l'ha fatta, la simulazione. Marc Marquez è sceso in pista verso le 17,00 – «Quando la pista era più fresca, cioè non raggiungeva i 50 gradi...» ha detto lui – ed è andato anche forte. Così il binomio campione del mondo è stato il più veloce sul giro singolo e sul passo. La nuova Desmosedici – la GP15 – si è comportata bene alla sua prima uscita in pista, distinguendosi anche per l'affidabilità: non ha mai accusato un cedimento. Andrea Iannone è apparso subito a suo agio, come dimostra il quarto tempo. Invece Andrea Dovizioso si è messo al lavoro: ora la Ducati curva bene, ma ha perso efficacia in frenata. E questo è invece il punto forte della guida del forlivese. Ma anche lui ha tirato un sospiro di sollievo, perché l'incubo del sottosterzo pare sia finalmente svanito. I due Andrea dicono che bisogna stare coi piedi per terra, perché la strada per la messa a punto è ancora lunga, però le prestazioni della nuova Ducati sono incoraggianti, al punto che gli avversari (compresi Honda e Yamaha) stanno studiando con attenzione le sue prestazioni. La moto nuova sembra nata bene, ora inizia la fase dello sviluppo. L'ultima nota è per la Suzuki, che sta facendo progressi. Lo dicono i tempi di Aleix Espargarò, sia sul giro singolo che sul passo. Fino allo scorso test i top team non consideravano troppo la Suzuki, da questa sessione di Sepang gli uomini in blu hanno molti più occhi addosso. Anche perché Aleix si conferma una certezza, mentre il giovane Maverick Vinales sta impressionando tutti per grinta e capacità di adattamento.