A meno di due settimane dagli ultimi test ufficiali che si terranno in Qatar dal 14 al 16 marzo, andiamo a scoprire com'è la situazione nel team Pramac Racing, con Yonny Hernandez rientrante dopo l’infortunio alla spalla e il forfait ai primi test in Malesia, e la crescita costante di Danilo Petrucci che sembra aver già trovato un buon feeling con la sua Desmosedici GP14.
“Ciò che mi soddisfa di più di Danilo è la crescita costante unita alla presa di coscienza di quelle che sono le difficoltà e le peculiarità della moto", spiega Francesco Guidotti, team manager di Pramac. "Un processo che sta avanzando e che si sta evolvendo visibilmente, in linea con le aspettative e con le tempistica che ci eravamo prefissi. Ci stiamo conoscendo e fino a questo momento non ci sono state brutte sorprese, anzi solo indicazioni positive. Il livello a cui è già arrivato è più che soddisfacente. Alla luce dei primi due test, la consapevolezza acquisita e la prima presa di contatto con la Desmosedici GP14 sono già interessanti”.
I primi due test sono andati molto bene per Danilo Petrucci.
“Dopo i primi due test la sensazione è molto positiva. Non solo sta rispettando tutti i pronostici ma in tante aree ci ha sorpreso favorevolmente. E’ ancora più avanti di quello che ci aspettavamo. Il problema è che tutto questo ancora non basta. C’è ancora molto da lavorare ma la sintonia con la squadra, le decisioni da prendere ed i numerosi momenti in cui ci scambiamo le impressioni sono molto costruttivi. Quando parla con la squadra dopo ogni rientro ai pit box l’intesa e la comprensione reciproca è di alto livello e questo è un dato estremamente importante".
E adesso quali sono gli obiettivi del prossimo test?
“Abbiamo un solo obiettivo: quello di concentrarci sulla distanza gara. Finora abbiamo lavorato tenendo sempre un occhio aperto su questo aspetto ma soprattutto abbiamo dovuto lavorare sulla performance per capire dove potesse arrivare. Dal Qatar sarà necessario mettere da parte la sola prestazione e lavorare sul passo gara. Del resto saranno gli ultimi tre giorni di test. Poi conterà soltanto la posizione al termine del Gran Prix".
E per quanto riguarda Yonny Hernandez, la situazione com'è?
“Lo conosciamo da più di un anno, quindi non ci sono particolari segreti da scoprire su di lui. E’ un pilota che ormai ha ben in mente quelle che sono le dinamiche della gara. Ciò che gli serve adesso è ritrovare le forze e la tonicità per guidare al meglio.
“La moto è diversa da quella che aveva nella passata stagione. Ma è una moto migliore, che dovrebbe metterlo nelle condizioni di essere più performante anche alla luce di un consumo  inferiore delle gomme. Con Yonny è più una questione tecnica che di setting. Stiamo cercando di mettergli in mano una moto che sia fatta per le sue caratteristiche”.
“Purtroppo nella seconda sessione di Sepang non abbiamo potuto lavorare molto sotto questo punto di vista della personalizzazione. Il problema alla spalla non è ancora risolto e si è visto in modo piuttosto evidente. Diciamo che è stato una sorta di rodaggio. E’ andato anche veloce ma è chiaro che sia ancora un po’ spaesato dopo  tre mesi lontano dalle corse. Per di più trascorrere tutto questo tempo in un ambiente come quello del Sud America può creare il rischio di estraniarlo da quello che è il mondo del Motogp. In Qatar dovrà accelerare i tempi".
Fiammetta La Guidara