di Luca Bologna Dopo le dichiarazioni di Dani Pedrosa, fatte domenica sera dopo la prima gara MotoGP della stagione (leggi QUI), non è ancora chiaro se il pilota spagnolo si fermerà (come da lui affermato) per qualche gara o  - anche peggio - scelga il ritiro. Oggi Dani è tornato a parlare e lo ha fatto sul suo blog. "È un momento molto difficile - scrive - stiamo cercando di capire se sia possibile trovare una soluzione al mio problema. Ma lo sapremo solo nei prossimi giorni. Quello che mi è chiaro dopo il GP Qatar, è che in queste condizioni non posso competere al massimo livello". Il problema di Dani, quello della sindrome compartimentale sta diventando una patologia comune tra in piloti della classe regina. Quasi tutti i piloti del circo iridato, infatti si sono fatti operare per liberare i muscoli degli avambracci dalla membrana che impedisce loro di espandersi per le sollecitazioni che ricevono in staccata e durante le guida. Pedrosa, che per questo problema è già finito sotto i ferri, non riesce a trovare una soluzione. Il compagno di squadra di Marc Marquez ha girato il mondo per trovare degli specialisti in grado di aiutarlo, ma senza successo, ecco dunque lo sfogo a fine gara di Losail. Il dolore diventa insopportabile, le braccia si fanno pesanti ed è in effetti difficile domare una moto da circa 270 cavalli come la Honda in queste condizioni. Ma se Pedrosa si fermasse davvero, chi prenderebbe il suo posto? Il sogno di tutti, in Honda anche di Nakamoto, sarebbe Casey Stoner. Il pilota australiano, vero fenomeno incompreso della MotoGP, però non ne vuole sapere di tornare a gareggiare. Stoner ha accettato di fare la Otto ore di Suzuka, è vero, ma quella è una gara a sè che nulla spartisce con la MotoGP. Difficile dunque sarà convincere il campione australiano a rimettersi la tuta Repsol per sostituire Pedrosa, quindi che fare? Si potrebbe chiedere ad Hiroshi Aoyama, anche lui come Stoner finito nella schiera di collaudatori iridati. L'ex campione della 250, al termine dello scorso anno ha scelto di ritirarsi dalle corse per sviluppare le moto di Tokyo. Attualmente Aoyama è impegnato nei test di sviluppo delle Michelin oltre che nelle prove delle varie RCV, ufficiali e open. Il giapponese è il candidato ideale, perché non direbbe mai di no a un ordine diretto di Nakamoto. Poi Aoyama è ancora veloce e costante. Sicuramente un pilota molto meno scomodo per Marc Marquez in prospettiva. Stoner potrebbe andare a rompere le uova al campione del mondo in carica, anche solo con la carica mediatica che avrebbe un suo ideale ritorno in gara. A questo momento, però nessuno in Honda si fa sentire. Se Pedrosa lasciasse per il GP of the Americas in Texas, sicuramente ci sarebbe stata una comunicazione ufficiale. I casi sono molteplici: il primo è che Pedrosa dopo lo sfogo, comunque farà il suo dovere (anche lo spagnolo malato ha terminato la gara in Qatar sesto), il secondo è che Nakamoto sta prendendo tempo per cercare di convincere Stoner, il terzo - facciamo l'ipotesi - riguarda in parte il secondo punto, ovvero, nel caso non si riuscisse a riavere Casey, si tiene in panchina il fido Aoyama. Lo scopriremo presto.  

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