Dopo il Qatar, la MotoGP si sposta in Texas. Per il terzo anno consecutivo si torna al Circuito delle Americhe, meglio conosciuto come COTA, tracciato di 5,5 km sul quale nelle due edizioni precedenti le Honda di Marquez e Pedrosa hanno dominato, piazzando una “doppietta”. Questa volta Dani Pedrosa non ci sarà, sostituito da Aoyama (leggi QUI). In Qatar la Ducati ha confermato di essere tornata protagonista. La nuova GP15 ha dimostrato di esser veloce non solo sul giro singolo, ma anche costante in gara, consentendo ai due Andrea (Dovizioso e Iannone) di salire sul podio. Duplice traguardo che ha fatto perdere subito alle Desmosedici della squadra ufficiale Ducati Team e di quella satellite Pramac Racing due litri di capacità dei loro serbatoi, passando immediatamente da 24 a 22 litri (leggi QUI). Proprio ad Austin un anno fa, Dovizioso ottenne il suo primo podio in rosso. Meglio di così Valentino Rossi non poteva cominciare. In Qatar si è aggiudicato la vittoria la termine di una gara stupenda (leggi QUI). Potrà confermarsi e bissare il successo anche a Austin? Il nove-volte iridato ha ancora la stessa fame di 20 anni fa, quando iniziò a correre nel Campionato del Mondo. Ma il suo miglior risultato al COTA finora è un modesto 6° posto nel 2013. Meglio sul circuito americano si è comportato il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo; il maiorchino scenderà in pista in cerca del riscatto, dopo aver concluso giù dal podio in Qatar a causa di un problema al casco che gli ostruiva la visuale (leggi QUI). E la voglia riscatto riguarda anche - soprattutto - Marc Marquez, quinto in Qatar dopo esser andato largo alla prima curva. Può vantare un feeling speciale con la pista, avendo vinto in entrambe le edizioni finora disputate. In Qatar, prima gara della Suzuki, che quest’anno torna a correre a tempo pieno. La GSX-RR non ha mai girato al COTA: non è un compito facile quello che attendo Aleix Espargarò e Maverick Vinales.