In Germania, per sfatare un tabù. Dopo la spettacolare e discussa vittoria di Assen, una delle piste preferite e amiche, Valentino Rossi riprende la sua rincorsa al decimo titolo mondiale al Sachsenring, circuito tornato in auge dopo la caduta del muro e il completo rifacimento che ne ha fatto il riferimento tedesco per i GP motociclistici. CINQUE ANNI DI DIGIUNO - Vi si corre dal 1998 e Rossi ci ha vinto cinque volte, la prima in 250 nel 1999, le altre in MotoGP: nel 2002, anno di esordio della categoria in cui Valentino con la sua Honda a 5 cilindri avrebbe potuto vincere tutti i GP della stagione se solo avesse realizzato subito che si trattava di un obiettivo possibile… Poi si è ripetuto con la Yamaha nel 2005, altro campionato dominato, e nel 2006. L'ultima gioia è del 2009, anno dell'ultimo titolo iridato. Più delle vittorie, ha fatto storia il suo settimo posto del 2001, in 500. Mentre Max Biaggi volava verso il traguardo solitario, lui soffriva abbondantemente staccato. Finì per perdere anche la volata con Barros e Jacque per il quinto posto rovinandosi le vacanze. Il campionato infatti si concedeva, allora come ora, un po' di riposo proprio dopo la Germania. Biaggi si era fatto molto vicino in classifica e rappresentava un reale pericolo nella corsa all'ultimo titolo della 500. Dopo un mese abbondante di cattivi pensieri venne Brno: Biaggi cadde, lui vinse, e passò la paura. LA GERMANIA SORRIDE A HONDA - Nelle ultime cinque edizioni della gara in Germania, Rossi ha raccolto molto poco: un solo podio, terzo nel 2013. La statistica è più generosa con Jorge Lorenzo, terzo lo scorso anno e secondo dal 2010 al 2012. Ma soprattutto i numeri ci dicono che il Sachsenring è pista favorevole alla Honda. Cinque successi consecutivi: tre con Dani Pedrosa e due, gli ultimi due, con Marc Marquez, deciso a riaffermare il proprio ruolo di numero uno della categoria e con il dente avvelenato per l'episodio che ha deciso il GP Olanda, ovvero il contatto con Rossi all'ultima chicane, che Valentino è riuscito con esperienza e acume tattico a sfruttare a proprio favore. La sfida agli spagnoli si preannuncia particolarmente impegnativa. Sarà un esame importante. Vietato perdersi il GP. Stefano Saragoni [conti_gallery id=”37001"]