Ad Indianapolis, al termine della qualifiche della MotoGP, c'è una Ducati in quinta posizione a circa quattro decimi da Marc Marquez. Non è una un GP15 ma la vecchia GP14 gestita dal Team Pramac e guidata da Danilo Petrucci. Le moto ufficiali sono più indietro. Iannone è settimo, Dovizioso addirittura decimo, a quasi otto decimi dalla pole position. Cosa sta succedendo a quella moto che ad inizio stagione aveva fatto paura alla Honda ed alla Yamaha? Senza troppi giri di parole, lo hanno spiegato i piloti ufficiali, dopo la Q2. Andrea Iannone: "Io cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Anche se non siamo veloci come vorremmo, siamo sempre riusciti a migliorare, soprattutto il passo gara, più importante del tempo della Q2. Nella FP4, tanto per fare un'esempio, sono riuscito a girare a lungo in 1'33" basso. Comunque, durante il warm up potremo fare delle modifiche per migliorare la moto. Detto questo, ci stiamo facendo delle domande, per capire cosa ci sta succedendo. Questa sarebbe dovuta essere una buona pista per noi, invece stiamo riscontrando gli stessi problemi che non ci hanno permesso di essere veloci nelle ultime gare. O prima determinati problemi c'erano ma riuscivamo a risolveri in qualche modo, oppure la colpa è nostra, mia e di Andrea. Però... non credo che sia così. Se c'è bisogno, dobbiamo fare autocritica, però penso che io e Dovizioso siamo veloci". Andrea Dovizioso: "Danilo Petrucci è stato bravo. Sono contento per lui. Sappiamo che la GP14 riesce ad essere veloce in qualifica. Lo scorso anno io ero sceso sotto l'1'32" ed ero partito dalla seconda posizione. Poi, però, in gara la GP14 non è altrettanto efficace. È la caratteristica di quella moto. La conosciamo bene. Parlando di noi, mi aspettavo qualcosa di più. In realtà come passo gara non siamo disastrosi. Il punto è che quando monto la gomma morbida devo fare i conti con una vibrazione che non mi permette di spingere, soprattutto nelle curve a destra. E quando in sei decimi ci sono dodici piloti... fai fatica. Secondo me, facendo una buona partenza, potrei lottare per la quinta posizione. Il problema è che gli altri hanno fatto dei passi avanti, mentre noi non abbiamo migliorato alcuni aspetti ed ora dobbiamo spingere più di prima. È tutto legato alla velocità. Se girassimo più lenti non avremmo problemi ma dobbiamo spingere moltissimo e con i problemi dobbiamo fare i conti. Inoltre così diventa più facile commettere degli errori. Per fortuna stiamo lavorando per migliorare, che poi è l'obiettivo del 2015. Questa è la realtà". Riccardo Piergentili