Lorenzo parte a modo suo, in testa, cercando di scappare a suon di giri veloci. Ma Marquez gli resta vicino. Il ritmo per vincere è quello che si era visto nel warm up: bisogna scendere sotto il muro dell'1'33". Dietro a Lorenzo e Marquez, staccato di alcuni metri, c'è Pedrosa. Poi Rossi, che nei primi giri pressa Iannone, lo induce all'errore, relegandolo al quinto posto. Andrea, comunuqe, non aveva il passo di Valentino, che infatti guadagna subito metri sulla GP15 del pilota di vasto. Petrucci, partito quinto, cerca di difendere l'ottava posizione, davanti a Crutchlow ed in scia alle due Yamaha del Team Tech3 di Smith e Pol Espargaró, fresco vincitore della 8 Ore di Suzuka. Gara in salita per Andrea Dovizioso, che gira in 1'33" alto, in tredicesima posizione. Nonostante il duo di testa (Lorenzo e Marquez) viaggi ad un ritmo che gli altri non riescono a tenere, i due spagnoli non sembrano al limite, con Marquez che sembra avere qualcosa in più di Lorenzo. A 20 giri dalla fine Crutchlow passa Petrucci, che scende al nono posto, mentre Rossi inizia a girare sotto l'1'33", ritmo che gli consente di rosicchiare metri a Pedrosa. Nel frattempo cade Miller, autore di un buon weekend, purtroppo terminato nella via di fuga. A 18 giri dalla fine Lorenzo prova ad aumentare il ritmo. Vuole scappare. Marquez prova a seguirlo e la sua Honda iniza a muoversi più del lecito. Marc rischia di finire a terra ma non molla Jorge. Pedrosa continua a seguirli entrambi a distanza ma il problema di Dani si chiama Rossi, sempre più vicino. Nel frattempo continua la rimonta di Dovizioso, decimo, vicino a Petrucci che, con la GP14, in gara non riesce ad essere incisivo come in prova. Quella della MotoGP è una gara povera di sorpassi ma piena di tattica. A 15 giri dal termine, infatti, nulla è deciso, anche perché Pedrosa, spinto da Rossi, sembra avere la possibilità di riagganciarsi alla coppia di testa, che inizia a girare sopra l'1'33". Bella la gara di Iannone, che sta facendo quello che avrebbe voluto fare Dovizioso, ovvero lottare per la quinta posizione. A 12 giri dal termine Rossi è incollato alla RC213V di Pedrosa, mentre nel box sono pronte le moto "da bagnato", perché il rischio pioggia è sempre presente, in quanto qualche goccia di pioggia inizia a cadere. Pedrosa non si rivela facile da sorpassare; Rossi non riesce a trovare il varco e, forse anche a causa delle mutevoli condizioni dell'asfalto, non vuole prendersi rischi. A 10 giri dal termine, però, arriva il sorpasso. Preciso, pulito. Rossi prova ad allungare ma Pedrosa resta incollato alla ruota posteriore del pesarese. Di fatto si va verso un finale di gara con un doppio duello: Lorenzo contro Marquez e Rossi contro Pedrosa. A 5 giri dal termine Pedrosa, dopo avere studiato con attenzione Rossi, lo attacca, riconquistando la terza posizione. Ma Rossi non molla e ripassa il pilota della Honda. Nel frattempo Lorenzo ottiene il giro veloce della corsa, con Marquez che resta a pochi millesimi da Jorge. Tra i due c'è una lotta talmente serrata che diventa davvero difficile inventarsi qualcosa. Perché quando si è davvero al limite, trovare anche un solo millesimo è un problema. A 3 giri dal termine Marquez sferra l'attacco, passa Lorenzo in fondo al rettilineo d'arrivo, con una staccata pazzesca. Marc e Jorge sono oltre il limite. Marquez stacca sempre con la ruota posteriore a quindici centimetri dal suolo; Lorenzo inizia a fare fatica a raggiungere la corda della curva. All'ultimo giro il motore della Honda aiuta Marquez a tenere Lorenzo a distanza di sicurezza ed aiuta Pedrosa a sorpassare Rossi. Marquez è in fuga, Lorenzo alza bandiera bianca, mentre Rossi, un mastino, sorpassa di nuovo Pedrosa, limitando i danni e la perdita di punti mondiali. Qui potete leggere la classifica della gara della MotoGP Riccardo Piergentili