Paolo Campinoti, team principal di Octo Pramac Racing ha vissuto un fine settimana incredibile con la gara di Silverstone, quando Danilo Petrucci ha siglato il secondo posto davanti alla Ducati ufficiale di Dovizioso e alle spalle di Valentino Rossi. Il primo podio della stagione dopo tanti sacrifici. Ma era nelle aspettative? Dorna lo ha chiesto al diretto interessato, che non ha fatto misteri della sua sorpresa. “Per noi questo doveva esser un anno di transizione. E soprattutto non mi aspettavo la crescita di Danilo (Petrucci, ndr) in questa stagione: è un pilota forte e maturo, lo si è visto anche da come ha saputo gestire la gara a Silverstone", ha detto Campinoti. "Aveva messo nel mirino persino Rossi ma, in maniera intelligente, ha preferito portare a casa il risultato, senza correre quei rischi inutili che invece avrebbero potuto compromettere la sua straordinaria prestazione”. Un podio in MotoGP è un risultato straordinario per un team satellite... “Non è stato il primo e (spero) non sarà l’ultimo. Già in passato abbiamo centrato delle vittorie, ma negli ultimi anni essere un team satellite è diventato sempre più difficile; addirittura ricordiamo dei casi in cui alcune strutture sono state in lotta per il titolo. Sono fiducioso per il futuro, specie per l’introduzione dei nuovi regolamenti: noi siamo rimasti sempre qui, possiamo dire la nostra". Petrucci ha dimostrato il suo potenziale e al momento ha raggiunto il massimo delle aspettative per il team principal di Pramac. “E' ottavo in classifica: un risultato al di sopra di ogni aspettativa. In futuro io credo possa anche puntare al mondiale. È un professionista completo, un ragazzo che va forte anche sul bagnato.“Non è in sella all’ultima versione della moto: sarà invece interessante vederlo l’anno prossimo, quando partiranno tutti alla pari. Vedremo come saprà gestire il passaggio successivo, da veterano della squadra, anche dal punto di vista psicologico.” L’anno prossimo il team Pramac disporrà di una GP15? “Come ho detto, partiremo alla pari con il team ufficiale, con una centralina unica. Dipenderà da come andrà la stagione: in Ducati sono sempre molto attenti ai risultati. Speriamo dunque di meritare quegli aggiornamenti che ci consentano di crescere. L’anno scorso per esempio, Iannone è stato ‘premiato’ ricevendo lo stesso trattamento dei piloti ufficiali. Quest’anno invece non è stato possibile, in virtù del progetto completamente nuovo; l’anno prossimo però ritorneremo allo status del 2014, con una moto identica per tutti.” La scorsa domenica  c’è stato l’annuncio di Scott Redding... “Sì, avevamo provato a prenderlo anche l’anno scorso, ma lui decise di rimanere alla Honda. Crediamo molto in lui, è un pilota veloce, che ha già dimostrato tutto il suo valore in Moto2, categoria nella quale ha saputo imporsi contro assi del calibro di Marquez e Espargarò. “È un pilota aggressivo, il cui stile di guida può sposarsi con il carattere della Ducati, un moto per natura… ‘ruvida’: ecco perché, secondo me, insieme possono fare una bella accoppiata”. Le prospettive per il 2016 sono delle migliori. “Saremo uno dei team più competitivi. Sono entrambi molto veloci, un aspetto molto positivo. Avere un compagno di squadra forte, fungerà da stimolo: perché il primo obiettivo che si porranno è quello di battere il proprio team-mate. Alzeranno il loro livello e, di conseguenza, quello di tutta la squadra”, conclude Campinoti.