di Riccardo Piergentili da Misano Adriatico Il GP San Marino è stato uno dei più pazzi ed emozionanti del 2015 e non solo. In un intero weekend il sole è sempre stato protagonista. Moto3, Moto2... gare asciutte. Poi, la MotoGP, le nuvole che si posizionano minacciose sopra il tracciato, qualche goccia di pioggia che cade ma timidamente. Tutti partono con slick, mentre uno dei protagonisti di ieri, Michele Pirro, deve abbandonare la griglia a causa di un problema tecnico. Pirro può usare la seconda moto, sulla quale ci sono le gomme rain (a causa del rischio pioggia tutti i team hanno preparato la seconda moto con l'assetto da bagnato). Il suo GP finirà qualche giro dopo, di nuovo ai box, per montare le gomme slick... durante l'arrivo della pioggia, quella vera. La sintesi del tempismo perfetto... Ma andiamo con ordine. Lorenzo parte come un missile, seguito da Marquez e da un sorprendente Rossi, che dopo un warm up non eccezionale dimostra di avere trovato le soluzioni giuste per "scappare" insieme ai due spagnoli. Tutti gli altri, gareggiano per il quarto posto. Come spesso accade, in gara, in qualche modo, Rossi raggiunge il livello prestazionale dei migliori. Una magia che gli riusciva solo nei suoi anni d'oro. Ma questo... è un anno d'oro. Lo si capisce da tanti fattori e dai dettagli. Il meteo, come a Silverstone, ha cambiato le carte in tavola ma anche questa volta Valentino non si è fatto trovare impreparato, anzi, puntualmente ha approfittato della situazione per ridurre il distacco dai suoi avversari ed anche quando ha commesso un errore di strategia (restare in pista con le gomme rain quando i piloti con le slick erano 10" al giro più veloci di lui) la fortuna è stata dalla sua parte. In una gara asciutta, senza colpi di scena, probabilmente Lorenzo e Marquez sarebbero stati inarrivabili. Ma le corse, a volte, sono ricche di colpi di scena ed il pilota più forte deve sapersi adattare alle mutevoli condizioni dell'asfalto, della moto, del corpo. Nella prima fase della corsa Lorenzo stava correndo verso quella vittoria che lo avrebbe mantenuto in corsa per il mondiale, che ora, con 23 punti da recuperare, resta un obiettivo possibile ma difficile, molto difficile da raggiungere. Lorenzo ha dimostrato di essere il più veloce per tutto il weekend. Poi... l'arrivo della pioggia, i tempi sul giro che iniziano a salire, i primi piloti che entrano ai box per saltare in sella alle moto con le gomme rain. I primi tre sono gli ultimi a cambiare la moto e quando rientrano in pista è Rossi il più veloce. Dietro di loro, il solito mago della Pioggia, Danilo Petrucci, il primo pilota Ducati. Sul bagnato Lorenzo continua a comandare il plotone ma Rossi è pochi metri da Jorge, davanti a Marquez, che con un gesto plateale lascia passare Valentino. Come per dire... Sono fatti vostri, non mi voglio intromettere... Non ora! In questo frangente della corsa, i piloti nelle retrovie iniziano a cambiare di nuovo moto. Baz, con le slick, gira circa 10" al giro più veloce dei primi, che però restano inspiegabilmente in pista. Nessuno vuole fare la mossa di rientrare ai box per primo, nessuno vuole correre il rischio di sbagliare. A dieci giri dalla fine, le gomme rain di Lorenzo, Rossi Marquez sono distrutte. Appare chiaro che nessuno dei tre potrà terminare la gara con le rain ma nessuno dei tre entra ai box. Tutti commettono dei chiari errori di strategia e né i piloti, né gli uomini al box sanno esattamente cosa fare. Dal punto di vista strategico, non sembra di assistere ad una gara del mondiale, perché nessuno ha una vera strategia... A dieci giri dalla fine Marquez, finalmente, rientra ai box per cambiare la moto e il team di Lorenzo chiede a Jorge di fare la stessa cosa. Lorenzo ignora l'ordine e continua a seguire Valentino. Nel frettempo Marquez, con le slick, inizia a girare sul piede dell'1'38", mentre Rossi e Lorenzo non riescono a scendere sotto l'1'46". Lorenzo capisce (con molto ritardo) che è il momento di cambiare moto (e gomme). Jorge rientra ai box a otto giri dalla fine e Valentino, inspiegabilmente, resta in pista. Scelta sbagliata. La sua gara sembra compromessa. Rossi capisce di avere aspettato troppo a cambiare la moto e a sette giri dalla fine anche lui rientra ai box ma ormai è tardi, perché i suoi diretti rivali sono già in pista, con le slick e stanno accumulando un discreto vantaggio su di lui. Però, mentre Valentino sta rientrando in pista, Lorenzo finisce a terra, a causa di una repentina perdita di aderenza del retrotreno, causata dalle gomme slick non ancora in temperatura e da uno stile di guida troppo aggressivo. Rossi rientra in pista quinto, seguito da Petrucci, Iannone e Dovizioso e preceduto da Redding, Baz, Smith e Marquez. Da qui alla fine, nessun altro colpo di scena, eccezion fatta per il sorpasso di Redding ai danni di Baz. Sotto il podio, una folla gialla. Le nuvole che lasciano di nuovo spazio al sole, in un weekend in cui Rossi ha incrementato il suo vantaggio in classifica su Lorenzo, nonostante un venerdì sottotono, una qualifica passata a rincorrere il compagno di squadra e un warm up deludente. Per Lorenzo ora sarà davvero dura. Anche perché questo sembra davvero l'anno di Valentino, che quando è in forma vince, quando non è in forma riesce a vincere ugualmente e quando sbaglia gli altri non riescono ad approfittare dei suoi errori.