Per Ducati, Jorge Lorenzo sarà un’opportunità ma anche un grosso rischio. Con lo spagnolo, la Desmosedici dovrà vincere. Se ciò accadrà, Gigi Dall’Igna dimostrerà al mondo intero che grazie alle sue idee e alle sue capacità manageriali è possibile battere Honda e Yamaha ma se con Lorenzo in sella alla V4 di Borgo Panigale non arriveranno i risultati sperati, sarà difficile continuare a sostenere che il progetto Desmosedici è vincente.

MANCA LA VITTORIA - Oggi, infatti, la Desmosedici non è più considerata la malata incurabile della MotoGP ma una buona moto, con un elevato potenziale. Purtroppo, però, nell’era Dall’Igna manca ancora qualcosa di fondamentale; la vittoria di un gran premio, che il direttore di Ducati Corse vuole ad ogni costo.

IL NUOVO ASSETTO DI DUCATI CORSE - Ducati sta preparando la squadra che dovrà aiutare Lorenzo a vincere, perché Dall’Igna non vuole ripetere l’errore di Filippo Preziosi, il quale aveva pensato che Rossi, da solo, avrebbe risolto i problemi di competitività della Desmosedici. Dall’Igna, invece, vuole tenere sotto controllo tutte le possibili variabili del progetto e sta cercando aiuto sia dentro, sia fuori Ducati Corse.

IL RUOLO DEL TEAM PRAMAC - Se tutto andrà come Dall’Igna spera, cioè se Lorenzo sarà subito competitivo, sarà più semplice lavorare ma se la strada sarà in salita bisognerà trovare un sistema per evolvere in fretta la moto, per raggiungere la competitività che tutti si aspettano. Per questo, nel 2017 Ducati utilizzerà una formula collaudata in passato con Iannone e il Team Pramac, ovvero affidare una moto ufficiale a una struttura “amica” (il Team Pramac, appunto), con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della Desmosedici, ottenendo più dati da analizzare e più feedback da diversi piloti in grado di fornire agli ingegneri informazioni utili e non fuorvianti.

PETRUCCI, COLLAUDATORE AGGIUNTO - Il nuovo Iannone sarà Danilo Petrucci, che è conosciuto e stimato a Borgo Panigale. Petrucci, a differenza di Redding, più istintivo dell’italiano, ha delle eccezionali doti di collaudatore, perché dotato di una notevole sensibilità alla guida, che i tecnici Ducati hanno più volte verificato. Petrucci, come Andrea Dovizioso, è un pilota che abbina alla velocità la capacità di capire cosa serve per migliorare la moto. Per questo, Dall’Igna vuole utilizzare Danilo per accelerare lo sviluppo (anche durante la stagione 2017) della nuova Desmosedici, che dovrà anche adattarsi meglio alle gomme Michelin. Oggi, infatti, la Ducati MotoGP sollecita molto i pneumatici e solo sulle Desmosedici raggiungono temperature di esercizio troppo elevate, creando problemi di grip e durata che in gara non consentono ai piloti Ducati di esprimersi al meglio.

UN TEAM CHE LAVORERÀ PER LORENZO - Insomma, Ducati sta preparando un team che, come è giusto che sia, dovrà lavorare per Lorenzo, l’attaccante che avrà il compito di finalizzare. L’arrivo di Jorge e questo nuovo assetto di Ducati corse saranno un importante trampolino di lancio per Petrucci, che l’anno prossimo avrà l’occasione di lottare ad armi pari con i piloti ufficiali. Vero è che Ducati sta puntando su Danilo per aiutare Lorenzo ma è altrettanto vero che non c’è un disegno del futuro già definito, quindi se Petrucci dimostrerà di essere veloce come i piloti del team interno, potrebbe diventare un candidato al posto di ufficiale a tutti gli effetti. Nulla è deciso. La storia è tutta da scrivere...