Il "warm up bagnato" aveva spiegato che le Ducati, quando l'aderenza scarseggia, vanno forte (tre Desmosedici nei primi tre posti) e che i problemi emersi sull'asciutto erano un brutto ricordo. Questa era una delle poche certezza di una gara caratterizzata da tanti punti interrogativi, iniziando da quello più grande, la scelta delle gomme e della strategia di gara. Scelte non facili, soprattutto quando  l'asfalto è umido ma... niente pioggia.

DUCATI SUBITO AL TOP - Dopo i primi giri quello che era accaduto nel warm up si ripete anche in gara, dove Marquez è braccato da tre Desmosedici: quelle di Dovizioso, Iannone e Redding. A 20 giri dal termine le Ducati ufficiali e la GP15 di Redding prendono il comando delle operazioni, con Marquez più impegnato a difendersi dalle Suzuki di Espargaro e Vinales che a inseguire i piloti in sella alle Rosse. Gara in salita per Rossi e Lorenzo (che hanno puntato sulle gomme dure al posto delle morbide), dodicesimo e tredicesimo, alle spalle di Pedrosa, tre "big" dai quali ci si aspettava un avvio di gara migliore.

L'ASFALTO SI ASCIUGA E... - A 15 giri dal termine, l'asfalto inizia ad asciugarsi, i tempi delle Yamaha migliorano, con Rossi e Lorenzo molto lontani dalla vetta della corsa, guidata da uno Iannone che dopo la vittoria al Red bull Ring sembra rinato anche sul fondo bagnato, che storicamente non esalta le sue doti di guida. Anche Crutchlow, con le gomme dure, riesce a cambiare passo, iniziando una entusiasmante rimonta, caratterizzata da sorpassi "puliti" ma rischiosi. Il britannico funge da traino per Rossi, che riesce a sfruttare i pneumatici meglio di Lorenzo, il quale naviga in quindicesima posizione, confermando la sua allergia al bagnato.

DOVIZIOSO OUT - A 13 giri dal termine il primo vero colpo di scena. Dovizioso allarga inspiegabilmente la traiettoria, finendo nella via di fuga. Rientra in pista ma riparte lentamente, senza nascondere il suo disappunto per un evidente problema tecnico. Dovizioso è costretto a rientrare ai box, dove trova pronta una DesmosediciGP con le gomme intermedie. Il forlivese non è convinto della scelta del team e impiega diversi secondi prima di rientrare in pista. Per lui Il GP Repubblica Ceca è praticamente terminato.

CRUTCHLOW COME JACK SPARROW -  Al giro di boa della gara, Crutchlow diventa protagonista, raggiunge Marquez e lo sorpassa senza apparente difficoltà. Il distacco dalla vetta è inferiore ai 3" e per il britannico, il gradino più alto del podio inizia a diventare un obiettivo possibile. Tra lui e la vittoria, tre Ducati: la GP14.2 di Barbera, la GP15 di Redding e la DesmosediciGP di Iannone.  A nove giri dal termine, Crutchlow sorpassa sia Barbera, sia Redding, puntando Iannone, dotato di pneumatici morbidi. A sette giri dal termine, due sorpassi importanti, quello di Crutchlow, che prende il comando della corsa, e quello di Rossi, che si mette Marquez alle spalle, puntando Barbera e il podio.

ROSSI, PAZZA L'IDEA... - A 5 giri dal termine, Rossi sale virtualmente sul podio, sul terzo gradino, che dopo poche curve diventa il secondo, perché Valentino riesce a sorpassare anche Iannone. La rimonta di Rossi ha dell'incredibile. Crutchlow è lontano (oltre 4") ma Rossi non rinuncia all'idea di vincere. Iannone non solo non riesce a tenere il passo di Rossi ma deve addirittura difendersi dagli attacchi da un Barbera che ha fiutato il profumo del podio. A tre giri dal termine Crutchlow dà l'ennesima dimostrazione di forza e Rossi, dalla seconda piazza, alza bandiera bianca.

MARQUEZ LO STRATEGA - Al termine della lotteria del GP di Brno ci sono cinque vincitori: Crutchlow, che si è conquistato la vittoria, riportando un britannico sul gradino più alto del podio della classe regina del mondiale prototipi; Rossi, autore di una rimonta favolosa; Marquez, che è riuscito a mantenere la calma, guadagnandosi il podio giro dopo giro, salvaguardando le gomme morbide; Iannone, che è riuscito ad arrivare al traguardo con la gomma anteriore completamente distrutta, senza battistrada; Lucio Cecchinello, che dopo anni di duro lavoro ha conquistato una vittoria in MotoGP, da manager. Non capita spesso. Ennesimo colpo a vuoto di Lorenzo, che in campionato vede la figura di Marquez sempre più sfumata.

Qui potete leggere la classifica della gara della MotoGP.