La psicologia è fondamentale in tutti gli sport e il motociclismo non sfugge certo a questa regola, anzi. Spesso, quando la manetta del gas è arrivata a fondo corsa, le gomme hanno dato tutto quello che avevano da dare e i freni non ne potevano più, fare innervosire o almeno destabilizzare l’avversario può essere una tattica vincente. Non sportiva, non elegante, ma vincente. Perché alla fine, entro certi limiti, è il risultato quello che conta. Il battibecco in conferenza stampa post-gara a Misano tra Rossi e Lorenzo può essere sicuramente inserito in questa casistica. Il numero 99 della Yamaha non è certo in uno dei suoi momenti di forma migliori, mentre il 46 se la passa molto meglio. Così, quando è stato stuzzicato dalla domanda di un giornalista, il pilota maiorchino ha sfogato tutta la sua frustrazione.

Il battibecco che ne è venuto fuori, con il botta e risposta tra lui e Rossi, è stato l’argomento motociclistico della settimana. Noi ve ne abbiamo già parlato, spiegandovi anche i retroscena del nervosismo di Lorenzo. Il sorpasso in questione alla curva del Carro, dunque, non ci è sembrato particolarmente scorretto, ma solo molto duro. In questi giorni, però, in rete e sui social è circolato un nuovo video, ripreso da un’altra angolazione, dove si vede benissimo l’incrocio di traiettorie tra i due piloti Yamaha. In effetti, per sorpassare Loreno, Rossi anticipa di molto il punto di corda e si trova gioco forza ad allargare la traiettoria in staccata prima di iniziare a chiudere la curva. Lorenzo se ne accorge, tira su la moto e allarga; diversamente forse sarebbe stato colpito.

Bisogna anche dire, però, che il pilota spagnolo era considerevolmente più lento dell’italiano e che aveva impostato la curva con una traiettoria molto larga e rotonda. Come dire che ha lasciato aperto uno spiraglio…piuttosto arioso! Quindi, il sorpasso di Rossi è stato duro, aggressivo, ma nei limiti della regolarità. Infatti egli stesso si è difeso citando una serie di casi analoghi del passato e in particolare quanto appena avvenuto con Pedrosa, che contrariamente al solito è passato con decisione senza guardare in faccia a nessuno. Insomma, “sono le moto bellezza” e ognuno ha il suo stile di guida. Di Lorenzo, in effetti, bisogna dire che il corpo a corpo non sia la sua specialità, al contrario di Marquez che in questi frangenti ringhia come un cane rabbioso.

A proposito di Marquez, la lotta per il mondiale entra nel vivo e il numero 93 non appare forte come in altri momentiRossi è il mio rivale più temibile, perché è più vicino in classifica, ma anche perché ha moltissima esperienza; tuttavia non bisogna sottovalutare Jorge Lorenzo – ha dichiarato Marquez - è più distante, ma non abbastanza da potersene dimenticare”. I 43 punti di vantaggio su Rossi sono un tesoretto non sufficiente a stare tranquilli “Mi serve un'altra vittoria in questa seconda metà di stagione – ha concluso Marquez - adesso viene il Gp di Aragon, che è vicino casa ed è uno dei circuiti che mi piace di più dove spero di avere un buon fine settimana, però nei Gp successivi potrà succedere di tutto. In ogni caso metterei la firma per vincere il titolo anche senza conquistare più nessuna gara”.