Domenica pomeriggio, al termine della cavalcata trionfale di Motegi, l’ha detto lui stesso: “La differenza rispetto all’anno scorso? Cado di più in prova perché cerco il limite mentre in gara non esagero. Prima facevo il contrario”. E’ stato questo, il segreto del Marc Marquez versione 2016. Il 23enne spagnolo, dopo il finale concitato dello scorso anno, era chiamato al riscatto. Contro le Yamaha di Rossi e Lorenzo ma soprattutto contro le accuse di complotto. 
E riscatto è stato. 

TEMPO DI CONFRONTI - Il modo in cui Marquez ha conquistato il titolo, quest’anno, è stato perentorio. Confrontando le prime quindici gare dell’anno con quelle degli altri due mondiali MotoGP vinti (2013 e 2014) si può notare come nel 2016 sia stato più costante: nel 2013, a questo punto della stagione, aveva conquistato una vittoria in più rispetto all’anno in corso ma aveva rimediato anche lo “zero” del Mugello. Nel 2014 ha centrato dieci vittorie consecutive ma è vero anche che per ben due volte è andato oltre la decima posizione: a Misano e ad Aragon, rispettivamente quindicesimo e tredicesimo. 

MARC NON CADE PIU’ - Quest’anno è salito sul podio in meno occasioni rispetto al 2013 e 2014 ma è sempre arrivato al traguardo: cinque vittorie, tre secondi e tre terzi, oltre a due quarti, un quinto e un tredicesimo posto (risultato peggiore) a Le Mans. Ma è nel confronto con il 2015, anno in cui ha perso il mondiale contro Lorenzo, che i numeri dicono tutto: una vittoria e tre podi in più quest’anno ma soprattutto cinque cadute in meno in gara.

CAMPIONE INTELLIGENTE - Per questo, il Marc Marquez del 2016, oltre a rimanere quel gran fenomeno che è, sembra soprattutto maturato. Evita scontri verbali fuori e fisici in pista con Rossi. Anzi, ha avuto l’intelligenza di portarli ad un livello accettabile con sorrisi e strette di mano. In pratica, ha giocato sullo stesso tavolo di un maestro come Rossi con le sue stesse carte. Vincendo. 

E' la sua costanza, adesso, a preoccupare gli avversari

LA COSTANZA PREMIA - In prova osa di più ma, nonostante qualche caduta di troppo, sembra sempre in assoluto controllo della situazione ed è in gara che fa la differenza. Nel corso dell’anno la sua Honda è cresciuta, colmando il gap con la Yamaha e al tempo stesso contribuendo anche alla sua, di crescita. I quindici risultati utili consecutivi sono lì a dimostrarlo. Ed è questo, forse, l’aspetto che più preoccupa per il futuro i suoi avversari. Rossi e Lorenzo su tutti.