Cal Crutchlow è sereno. Una volta non era così. Il britannico era un cavallo pazzo, con gli occhi carichi di adrenalina. Oggi il suo sguardo trasmette tranquillità e questo nuovo assetto psicologico ha trasformato sia l'uomo, sia il pilota, diventato molto veloce ed efficace. Non a caso quest'anno Crutchlow ha ottenuto due vittorie e due secondi posti. Certo, il suo record di punti (188) ottenuto nel 2013 con la Yamaha non è vicinissimo ma neanche impossibile da raggiungere.

“Lo scorso anno sono caduto e quest'anno non volevo commettere errori - ha dichiarato Crutchlow -. In alcune curve non sono stato efficace. Poi, quando è uscito il sole, mi sentivo in grado di fare la differenza non ho guidato al massimo. Certo, senza la caduta di Marquez sarebbe stata una corsa molto più difficile. Abbiamo fatto un ottimo lavoro e sapevo che avevo il potenziale per fare un’ottima gara. Ho vinto una volta sul bagnato, una volta sull’asciutto. Ho imparato a guidare la moto sfruttandola al massimo, mi sento bene e quando succede sono consapevole di potrer vincere, soprattutto su piste come questa, che amo moltissimo. Mi sento diverso quest’anno, come pilota, come persona. In passato ero molto più egoista. Pensavo più a me che a tutto il resto. Oggi, invece, devo guidare bene anche perché, quando smetterò, dovrò garantire una buona vita a mia moglie e mia figlia”.