Il GP Olanda 2017 sarà ricordato come uno dei più emozionanti degli ultimi anni e non solo. Merito di un gruppo di piloti che hanno guidato al limite e oltre, con le gomme slick, anche quando la pioggia ha bagnato l'asfalto. Ad Assen è andato in scena uno spettacolo incredibile, perché il risultato è stato incerto fino alla fine. Ha vinto Rossi. Difficile dire se il merito è del feeling che Valentino ha con la pista olandese, del nuovo telaio della Yamaha M1 o della smisurata voglia di tornare sul gradino più alto del podio. Rossi non vinceva da oltre un anno ed è tornato a festeggiare una prima posizione quando doveva farlo, ovvero nel giorno in cui Viñales ha commesso un errore, finendo al tappeto. Ora in testa al mondiale c'è Dovizioso (115 punti), che ha quattro punti di vantaggio su Maverick, sette su Valentino (tornato in lotta per il titolo) e undici su Marc. In pratica, a circa metà del campionato tutto può accedere, perché i piloti più forti sono vicinissimi.

LA CRESCITA DI PETRUCCI - Al GP Olanda, per l'ennesima volta, Petrucci è stato uno dei protagonisti. Da diversi gran premi Danilo è insieme ai migliori della categoria e questa volta ha addirittura dimostrato di poterli battere, sia sull'asciutto, sia sul bagnato. Petrucci è partito in prima fila, ha gareggiato in modo intelligente, restando nel gruppetto di testa senza abusare del grip dei pneumatici. Sull'asciutto non era in grado di attaccare Rossi ma a nove giri dal termine una leggera pioggia ha mischiato le carte in tavola. Con Viñales fuori gioco, Valentino sapeva che non poteva sbagliare. Per questo motivo, Rossi ha impiegato qualche giro a trovare il giusto feeling, favorendo il recupero di Petrucci e Dovizioso. Negli ultimi giri solo Danilo è riuscito a tenere il ritmo di Valentino, che a differenza del ternano doveva pensare al mondiale oltre che alla gara. Mentre la DesmosediciGP di Andrea perdeva terreno (dovendosi arrendere anche alle Honda di Marquez e Crutchlow, che sull'asfalto umido è risorto), Petrucci pensava al colpo grosso. Danilo avrebbe potuto lottare con Rossi e oggi l'esito del duello non era affatto scontato, però due doppiati (prima Barbera, poi Rins) hanno ostacolato il ternano,che all'inizio dell'ultimo giro ha perso il contatto con Valentino. Petrucci ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, ha rosicchiato decimi di secondo a Rossi, chiudendo la gara a 63 millesimi di secondo da Valentino.

MARQUEZ LIMITA I DANNI, LORENZO AFFONDA, ZARCO ESAGERA - Molto buona la prestazione di Marquez, veloce in tutte le condizioni con una RC213V che, per ammissione di Marc e dei manager della Honda, ha ancora qualche problema. "È stato tutto difficile - ha dichiarato Marquez -, perché le condizioni continuavano a cambiare. Se prima della gara mi avessero detto che sarei arrivato a undici punti dalla vetta del mondiale non ci avrei creduto, quindi va bene così, anche perché su questa pista abbiamo sempre faticato". GP Olanda da dimenticare per Lorenzo, che ha navigato a lungo nelle retrovie, ha tentato la fortuna cambiando moto con l'arrivo della pioggia ma alla fine è stato addirittura doppiato. GP Olanda da dimenticare anche per Zarco. Johann è partito dalla pole position, ha condotto la corsa per diversi giri, ma non aveva il passo per vincere. Il francese non ha mollato e prima di alzare bandiera bianca (ed effettuare il cambio moto) ha tamponato Rossi. Nel tratto dell'impatto Valentino aveva scelto una traiettoria piuttosto larga, Zarco ha provato ad approfittarne, tentando un sorpasso all'interno ma non è riuscito a sopravanzare Rossi. Johann non ha chiuso il gas e quando Valentino ha raggiunto il punto di corda della curva successiva, l'avantreno della M1 di Zarco ha urtato il retrotreno della Yamaha di Rossi. Questa ricostruzione è stata confermata anche dal francese: "Quando ho visto Rossi all'esterno ho provato a passarlo all'interno ma lui ha curvato molto più velocemente di quanto mi aspettassi - ha detto Zarco -. Alla fine della curva ero molto inclinato, non ho potuto rallentare e ho urtato la moto di Valentino".

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