"Mi è mancato il tempo, ora non mi manca la fiducia". Jorge Lorenzo lo dice in modo chiaro: l'annata 2017 non ha sgretolato le sue certezze, ma paradossalmente le ha persino rafforzate.  "Le sei vittorie di Andrea Dovizioso hanno fatto capire a tutti, all'interno del team, che si può fare" ha detto il maiorchino nel corso della presentazione del Team Ducati, promettendo: "Voglio offrire alla Rossa il miglior Jorge Lorenzo di sempre". 

- Jorge, come ti sembra la nuova Desmosedici?
"Bella, mi regala grande illusione, questo grigio dà un che di moderno e tecnologico che ben si sposa con la Ducati. Poi, conta come la moto va in pista". 

- Quanto manca alla prima vittoria?
"E' questione di tempo, non è un'ossessione ma è una conseguenza, se si lavorerà meglio degli altri". 

- Quanto cambia la Desmosedici in versione 2018?
"Gigi Dall'Igna sa bene su cosa lavorare e quali sono le aree di miglioramento, la moto è già pronta per lottare per il titolo. Lo ha dimostrato con le sei vittorie di Dovizioso". 

- Com’è stato il tuo inverno?
"Buono, ho portato la mia squadra in vacanza a Santo Domingo, poi sono tornato subito a Lugano per allenarmi forte, sto bene fisicamente e ho tanta voglia di cominciare"

- Com’è stato l'adattamento alla Ducati?
"All'inizio la guidavo come la Yamaha, poi ho capito che dovevo farlo in modo diverso, altrimenti non avrei ottenuto risultati. Ho cercato di avvicinarmi il più possibile alla moto, la Ducati mi ha aiutato ma nel corso della stagione non ha avuto il tempo per fornirmi un aiuto ancora più consistente". 

- Nel 2018 verrai assistito maggiormente?
"Sì, sarà la Ducati che proverà ad avvicinarsi a me più che il contrario. Ci saranno cambiamenti, ma non radicali: è una moto che ha vinto sei gare". 

- Il 2018 coincide anche con la scadenza del tuo contratto. 
"La mia priorità è la Ducati, è un progetto in cui credo e c'è un lavoro che voglio finire. Non abbiamo ancora raggiunto l'obiettivo, che è vincere il Mondiale, non so se e quando accadrà, ma pian piano ci avvicineremo al successo". 

- Come hai vissuto il primo anno in MotoGP senza neppure una vittoria?
"L'ho vissuto con tranquillità, l'adattamento è stato più duro del previsto, ma ora capisco meglio la moto, sono più esperto che mai, come pilota e come pilota della Ducati e sono un pilota migliore. Voglio offrire il miglior Jorge Lorenzo alla Ducati nel 2018". 

- Cosa ti è mancato?
"Il tempo, a me e alla squadra". 

- Come saranno le trattative per il 2019?
"Il valore del pilota dipende dai risultati, vengo da una stagione non buona, ma il mio valore resta più stabile rispetto a chi non ha mai vinto un Mondiale in MotoGP. Il contratto attuale me l'ero guadagnato con nove anni in MotoGP sempre in corsa per il titolo". 

- Cosa sarà prioritario?
"Ti dico cosa non lo sarà: i soldi. Per fortuna la mia situazione è economica è buona, ora ragiono in termini di passione e competitività". 

- Cosa senti attorno?
"Fiducia, non pressione. La pressione me la metto io, che sono il primo ad avere certe aspettative per me. Ma attorno a me sento fiducia, sul mio valore e sulla moto, che con Dovi ha sfiorato il titolo. Ora sappiamo tutti che è possibile, e fa la differenza. Sarà anche la prima volta che la Ducati avrà due piloti in lotta per il titolo". 

- In quest'ambito, com'è il rapporto con Dovizioso e come si è evoluto?
"Si può sempre imparare qualcosa da Dovi, è una persona intelligente, un pilota razionale e che dopo cinque stagioni conosce questa moto alla perfezione e sa come ricavarne il massimo. Ho imparando osservando i suoi dati e quelli di Danilo Petrucci. Il rapporto con Dovi? E' sempre difficile essere amici in MotoGP, siamo individualisti noi piloti, ma tra noi c'è rispetto e tranquillità". 

- L'obiettivo del 2018 è il titolo?
"Sì ma vorrei anche che la Ducati diventasse la miglior moto sulla griglia, in modo che possano vincere anche altri piloti che la guidano".