Ha aspettato metà gara, per suonare la carica. Marc Marquez vince anche in Germania con una strategia che, come in Olanda e in occasione delle altre tre vittorie stagionali, si è rivelata perfetta. Il campione del mondo ha preservato al meglio la gomma nella prime battute, sbarazzandosi poi della compagnia di Lorenzo e Rossi per alzare il ritmo e chiudere con oltre due secondi di vantaggio. Una vittoria, la quinta del 2018, che lo porta ad avere 46 punti di vantaggio sul diretto inseguitore. 

VALE DI TESTA - Che risponde al nome di Valentino Rossi. Il pesarese corre una gara di “testa” e porta a casa il quinto podio stagionale (primo secondo posto) con una gara intelligente e costante. Quando Marquez ha alzato il ritmo ha superato Lorenzo (complice anche una traiettoria sbagliata dello spagnolo) e ha provato a ricucire il gap. Senza successo, visto che quando si è accorto che stava per avvicinarsi, Marc ha ripreso a spingere forte per mettere quei secondi utili per passare indisturbato sotto la bandiera a scacchi.

VIRALES IN RIMONTA - A dimostrazione dell’ottimo lavoro fatto al box della Yamaha, il terzo posto (in grande rimonta) per Maverick Vinales. Il compagno di squadra di Rossi, come al suo solito dopo i primi giri difficili è risalito forte nella seconda parte di gara, avendo la meglio su Dovizioso, Lorenzo, Bautista e Petrucci, chiudendo con un promettente podio che alza il morale della “truppa” di Iwata per la fase finale della stagione. Petrucci, molto efficace sul “toboga” tedesco, ha provato a resistere a Vinales ma alla fine, anche in difficoltà con le gomme, ha dovuto accontentarsi di un buon quarto posto a tre secondi e mezzo dal vincitore. 

BAUTISTA IN “VETRINA” - Molto buona la prestazione di Alvaro Bautista. Lo spagnolo, alla ricerca di una moto per la stagione 2019 (si parla del neonato team Yamaha con Morbidelli) ha concretizzato al meglio un week-end che lo ha visto sempre al top, mettendosi alle spalle le Ducati ufficiali di Lorenzo e Dovizioso. Se Jorge ha tentato la fuga solitaria nei primi giri, arrendendosi al deterioramento della gomma nelle fasi decisive (sesto a poco più di cinque secondi), Andrea non ha mai dato l’impressione di poter lottare per le posizioni di testa, chiudendo settimo a otto secondi. Nella top ten di giornata anche Dani Pedrosa, Johann Zarco e Bradley Smith.