Il dubbio è lecito: e se la Ducati avesse ‘sbagliato’ spagnolo quando lo scorso anno ha arruolato Jorge Lorenzo? Certo è che Álvaro Bautista si è piazzato quarto al traguardo alla sua prima uscita sulla Ducati ufficiale dopo un fine settimana piuttosto complicato e su una pista considerata difficile per le moto di Borgo Panigale.

Il pilota spagnolo, che partiva dalla quarta fila, è riuscito a rimontare fino al gruppo di testa ed è risalito fino alla seconda posizione al quindicesimo giro. Álvaro ha poi continuato a lottare per il podio con Dovizioso, Iannone e Rossi. Solo negli ultimi giri ha perso contatto da Iannone e Dovizioso e si è dovuto accontentare di un piazzamento ai piedi del podio.

Inevitabile il paragone con Jorge Lorenzo, che lo scorso anno alla prima gara con Ducati si piazzò undicesimo, alla seconda rimediò uno ‘zero’, alla terza arrivò nono e soltanto alla quarta uscita colse il podio con un terzo posto al GP di Spagna. In Australia, prese soltanto un punto.

UNA PARTENZA COMPLICATA - “Dopo un fine settimana difficile, in cui sono caduto tre volte, questo quarto posto è una grande ricompensa”, ha detto Bautista.

Arrivare in una nuova squadra e salire su una nuova moto proprio in questo circuito non era sicuramente facile, però credo che abbiamo lavorato bene insieme, facendo dei passi avanti in ogni sessione. Sono partito in gara molto concentrato e rilassato perché non mi ero posto nessun obiettivo se non quello di divertirmi guidando la Desmosedici GP18”, aggiunge Bautista.

“Dopo una partenza abbastanza complicata sono riuscito a rimontare presto sul gruppo di testa e a lottare per le prime posizioni”, racconta ancora lo spagnolo. “Negli ultimi giri ho commesso alcuni piccoli errori ed ho perso il contatto con Dovizioso e Iannone, ma sono comunque molto contento del mio risultato finale, soprattutto per la squadra e per Ducati, che desidero ringraziare ancora una volta per la fiducia che ha riposto in me”.

LA MOTO UFFICIALE – Bautista ha sentito molto la differenza fra la moto che guida quest’anno – la Ducati del team di Angel Nieto – e quella ufficiale. “Adesso ho avuto l'opportunità di avere una moto molto competitiva e in un solo week-end siamo stati i migliori”, ha spiegato ancora Bautista a AS.com, “Penso se avessi avuto una moto da più tempo avrei potuto essere molto più alto, ma le cose sono andate così, non possiamo tornare indietro.

“Quando hai una moto migliore è tutto molto più facile. Io ho chiaro chi sono, come sono e cosa posso fare. In questo mondo di tanta competitività se non hai le armi migliori, per quanto tu sia bravo, non sarai mai in grado di dimostrare nulla”.

IL FUTURO IN SUPERBIKE - La conferma che la moto ufficiale sia così diversa da quella dei team satellite è positiva per Alvaro Bautista, che il prossimo anno lascerà il paddock della MotoGP per quello della Superbike, ma lo farà proprio in sella alla Ducati ufficiale, al posto di Marco Melandri.

“Sono ancora più motivato ad andare in Superbike con la Ducati ufficiale, perché so di cosa sono capaci e del potenziale che hanno. Onestamente, sono felice perché so che lì avrò le armi per combattere e ottenere buoni risultati”, conclude Bautista.