Cal Crutchlow è pronto al rientro dopo l’infortunio che ha patito sulla pista di Phillip Island a fine campionato scorso. Una prova davvero dura per il portacolori del Team LCR Honda Castrol: la caduta gli ha causato fratture multiple alla caviglia destra, sistemate poi con un intervento chirurgico, ma non è stata facile. «Mi guardo dentro e so che arriverò pronto al Mondiale, anche se conosco piloti che hanno smesso per un infortunio come il mio» ha detto nell'intervista pubblicata su Motosprint numero 5 in edicola da oggi. Nella quale mostra il lato più nascosto, che nasce anche dalla visione delle corse, cambiata con la nascita della figlia Willow. «Penso ancora alle corse, ogni giorno, ogni ora, se non ci pensassi, non farei quello che faccio adesso. Ciò che è cambiato è che ora ho trovato un equilibrio, sono mediamente più rilassato rispetto a qualche anno fa. Se ora ho un brutto risultato, sono grado di accettarlo meglio».

Crutchlow vive anche lo status di ultimo baluardo del motociclismo britannico, che in MotoGP ha perso Bradley Smith e Scott Redding. «È una brutta cosa per il motociclismo britannico. Diversi ragazzi meriterebbero una possibilità, ma è dura arrivare fin qui. Sono in MotoGP da otto anni, e la mia carriera qui poteva essere anche migliore; penso di aver perso qualche opportunità, ma sono comunque sereno. Mi dispiace che Smith non sia più titolare in MotoGP (sarà tester Aprilia, nde) perché lavora sodo ed è un buon ambasciatore della Gran Bretagna in MotoGP. E penso che sia abbastanza veloce per restare qui».