Un campione si riconosce anche dalla grandezza dei suoi rivali. A Valentino Rossi non sono certo mancati. Non è vero, come si sente spesso in giro, che le sue vittorie siano arrivate per mancanza di concorrenza all'altezza. Rossi ha sempre avuto il coraggio di individuare il pilota da battere e sfidarlo, senza troppe dichiarazioni di circostanza. Sapeva di essere forte, voleva dimostrare di esserlo più di tutti, in singolar tenzone.

CARO MAX - Con Biaggi tutto cominciò quando i due correvano addirittura in classi separate. Se vogliamo trovare l'inizio ufficiale di tutto possiamo risalire al Gran Premio d'Italia del 1997. Valentino vince la gara della 125 al Mugello e festeggia percorrendo il giro d'onore portando sulla moto una bambola gonfiabile con le sembianze di Claudia Schiffer. Era il periodo in cui Max Biaggi aveva una relazione con la modella Naomi Campbell. Vale sfidò pubblicamente il nemico, sbeffeggiandolo. Sempre in quel periodo a domanda precisa rispose: «Io il Biaggi della 125? Casomai lui è il Rossi della 250». Insomma, il guanto di sfida era lanciato. Ma in pista duellarono la prima volta solo a partire dal 2000 quando entrambi erano in 500. I primi anni furono caratterizzati dai successi di Rossi con la Honda, tra gestacci in pista, risse prima del podio, dichiarazioni al veleno, manovre pericolose e gomiti in pista... Se vogliamo trovare l'apice del loro scontro a livello sportivo, il riferimento non può che essere Welkom 2004: Rossi era al debutto con la Yamaha, che non vinceva dal 1992, Biaggi finalmente pilota ufficiale Honda. La gara fu tiratissima, a quattro giri dalla fine Max infilò Vale, che rispose due giri dopo e rimase davanti fino alla bandiera a scacchi. Negli anni la rivalità tra i due si è ridimensionata, entrambi hanno rilasciato dichiarazioni distensive e quasi di stima reciproca, riconoscendo l'uno la grandezza dell'altro.

SETE, PROPRIO TU... - Con Sete Gibernau le cose precipitarono improvvisamente dopo un iniziale rapporto che addirittura qualcuno battezzò come amicizia. La gara incriminata è quella del GP del Qatar sempre nel 2004. Lo spagnolo aveva iniziato a vincere e così decise di provare a insidiare il Dottore per la vittoria iridata. In quella particolare occasione Rossi fu costretto a partire dall'ultima fila perché l'entourage di Gibernau segnalò la pulizia della piazzola da parte del team di Rossi, un modo per avere maggior grip in partenza. Rossi non la prese bene, fece una grande rimonta ma cadde e la vittoria in quel caso andò a Sete. Si racconta che Valentino giurò di non far mai più vincere una gara al rivale, reo di poca sportività. Chissà se lo disse davvero, ma le cose in effetti andarono così. Quella fu l'ultima vittoria in carriera di Gibernau. Anche in questo caso tuttavia c'è una gara simbolo che incarna la rivalità tra i due: Jerez 2005. Battaglia fino all'ultima curva e infilata con tanto di spallata da parte di Valentino, ai limiti della correttezza, che mandà Gibernau nella terra. Oggi i due sono tornati a essere amici, ogni volta che lo spagnolo è nel paddock non perde occasione per fare visita al suo vecchio rivale.

LA DIVERSITA' DI CASEY -  Casey Stoner è stato il primo pilota a battere Valentino dopo tanto tempo. Si è vero, nel 2006 Rossi perse il Mondiale contro Nicky Hayden, che in realtà di gare quell'anno ne vinse solo due e trionfò grazie alla sua straordinaria costanza, che invece mancò al Dottore. Stoner invece nel 2007 mise Rossi in difficoltà in pista, forte della straordinaria accoppiata Ducati-Bridgestone. Valentino incassò ma certo non si arrese. L'anno successivo si prese la sua grande rivincita. Gara simbolo, neanche a dirlo, Laguna Seca 2008: un duello rusticano, forse una delle più belle gare di tutti i tempi. Rossi marcò Stoner dal primo giro, lo incalzò in ogni curva, rispondendo colpo su colpo, fino al capolavoro del famoso cavatappi dove mise l'anteriore sulla terra per riuscire a rimanere davanti. Stoner accusò terribilmente quella gara e alla fine cedette il trono iridato. Qualche anno dopo i due si trovarono di nuovo l'uno contro l'altro. Rossi era appena entrato nell'incubo Ducati, l'australiano dominava con la Honda. Jerez 2011: Vale scivola e abbatte involontariamente Casey, poi riesce a risalire in sella e arriva quinto. A fine gara corre a scusarsi che Stoner che gli rispose con la frase passata alla storia: «La tua ambizione è più grande del tuo talento». Tra i due la frattura non si è mai ricomposta.

FRATELLO JORGE - Dopo Stoner è stata la volta di Jorge Lorenzo. Arrivato in Yamaha quasi in punta di piedi e con grande ammirazione verso Rossi, tra i due non è mai realmente sbocciato l'amore tanto che Yamaha fu costretta ad alzare un muro divisorio nel box. Nei primi due anni, 2008 e 2009, Valentino portò a casa il titolo, nonostante i tentativi di Lorenzo di metterlo in difficoltà sia in pista che da un punto di vista mediatico. La gara simbolo in questo caso è Barcellona 2009, pista su cui Lorenzo andava fortissimo. Valentino decide di sfidarlo a casa sua e lo batte. Il sorpasso all'ultima curva in un punto impossibile è uno dei momenti tecnici più esaltanti della storia della MotoGP. Negli anni successivi, prima per l'infortunio e poi con il passaggio a Ducati, la rivalità tra i due venne meno, ma tornò di gran carriera già nel 2013 con il ritorno di Rossi in Yamaha. Dopo una sostaziale indifferenza, Lorenzo, forte dei titoli messi in bacheca, non si lasciò sfuggire qualche battuta («Vale è più fortunato che veloce»). Il titolo vinto nel 2015 grazie anche alla "alleanza spagnola" con Marquez nelle ultime gare, è stato l'epilogo finale di un rapporto mai sbocciato. Va detto tuttavia che entrambi, nei momenti di distensione, hanno sempre riconosciuto reciprocamente il valore dell'altro.

MARC, L'EREDE NON RICONOSCIUTO - Quella con Marquez in realtà è una rivalità esplosa dopo un paio di stagioni fatte di messaggi d'amore tra i due. Vale pensava di aver trovato il suo erede, Marquez di essere il prescelto. Poi qualcosa tra i due si rompe. Alcuni segnali, ai più attenti, erano già arrivati nel 2013, quando per esempio Marquez decise di passare Rossi a Laguna Seca proprio al cavatappi. Se non era un segnale di sfida quello, cos'era? La rottura definitiva arrivò però nel 2015 a Sepang. Rossi era in testa al Mondiale dalla prima gara e deve vedersela con Lorenzo dopo che Marquez, a causa di troppe cadute, era lontano dalla lotta per il titolo. Nella conferenza stampa del giovedì a sorpresa Valentino accusò Marquez di fare il gioco sporco in pista e di rallentarlo quando se ne presenta l'occasione. Marquez non la prese bene e in gara iniziò un'azione di disturbo verso Rossi con sorpassi e manovre al limite, volte proprio a innervosirlo. Cosa che successe. Rossi, esasperato dal pressing senza senso di Marquez in quei primi giri, all'ennesimo contatto allarga la gamba sinistra e Marquez finisce a terra. Valentino verrà sanzionato per l'ultima gara di Valencia dove sarà costretto a partire dall'ultima fila. Arriverà quarto e  la vittoria di Lorenzo, che Marquez decide insieme a Pedrosa, di non attaccare, gli sarà fatale. «E' stata una vittoria dei piloti spagnoli», disse Lorenzo a caldo. Delle dichiarazioni, poi rettificate, che lasciano su quella vittoria il sospetto del biscotto. La rivalità con Marquez in questi anni non è sopita, tutt'altro. Valentino è stato protagonista della mancata stretta di mano a Misano, gesto che è sembrato più una provocazione da parte dello spagnolo che un tentativo vero di riappacificazione dopo i numerosi appelli caduti nel vuoto. Ultimo scontro in pista nel 2018 in Argentina, quando un indemoniato Marquez fece cadere Rossi dopo un contatto nel tentativo di recuperare posizioni in classifica. E la storia non è ancora finita. Vale ha un'ossessione: il decimo titolo. Marquez un'altra: diventare grande come Valentino.