In Qatar è accaduto un episodio su cui riflettere: quattro team (Aprilia, KTM, Suzuki e Honda) hanno inoltrato un reclamo nei confronti della Ducati. La Yamaha è rimasta fuori dalla diatriba e il motivo c'è: ha usato (più o meno) lo stesso strumento "incriminato" nel GP Valencia 2018, una soluzione tecnica aerodinamica che a Losail è stata contestata alla Ducati. Una soluzione che, si pensa, produce un effetto "down force" vietato dal regolamento. 
Non è accaduto nulla di inedito, nel mondo delle corse. Ma al di là delle ragioni - il reclamo stato rigettato ma è stato reiterato dato che è stato presentato l'appello - va detto che questa mossa ufficializza ciò che fin qui il paddock ha mormorato: la convinzione altrui che la Ducati si spinga oltre il limite del regolamento, restando sempre impunita. 
Un conto è discuterne in una stanza della MSMA, rilasciando qualche dichiarazione. Un altro conto è agire in modo ufficiale, con reclamo e appello. È questo, che apre una nuova stagione nei rapporti tra i team, in particolare tra le Ducati e tutte le altre Case. E viene da chiedersi se sia soltanto un caso, l'adozione di questo "sistema" così normale in Formula 1, in occasione della prima gara in cui, nel box Aprilia, lavora un manager ex Ferrari...