L’Asia è un grande mercato per le Case motociclistiche, che logicamente hanno interesse nell’aumento dei GP in quella zona del mondo. Più ne verranno organizzati, meglio sarà. C’è quindi una lunga coda di Paesi asiatici, candidati ad ospitare la MotoGP. La Dorna deve gestire gli interessi delle aziende con quelli della propria attività e in questo aspetto vanno presi in considerazione due fattori: l’aspetto economico, e il mantenimento del livello di interesse della MotoGP, attualmente molto alto.
In Dorna sono consapevoli che nonostante l’interesse che la MotoGP suscita in Asia, il nocciolo duro di questo sport continua ad essere in Europa. E questo influenza il modo in cui il promoter spagnolo gestisce il campionato. Cosa si vuole ottenere, ad esempio, chiudendo con l’Emirato del Qatar l’accordo più lungo della storia dei GP? La risposta è semplice: si possono raccogliere risorse economiche per poter sostenere le gare in Europa, perché molte di queste non sarebbero più nel campionato, senza risorse istituzionali. 
Un altro criterio preso in considerazione da Dorna, è l’interesse delle aziende in relazione alle dimensioni del mercato. Ecco perché il Mondiale è arrivato in Thailandia e perché è essenziale tornare in Indonesia; ecco, poi, perché il Kazakistan ha difficoltà a trovare un posto nel calendario. Questo stesso criterio – cioè i volumi di vendita del mercato interno – potrebbe essere importante, ora che il Brasile è pronto ad organizzare il suo GP. Poiché la Dorna mantiene il criterio di riservare una sola gara al Sud America, sarà in Brasile o in Argentina? Non dimentichiamo che in Brasile si vendono 1 milione di motoveicoli all’anno. 
Sembra difficile mantenere quattro GP in Spagna. Jerez, Barcellona, Aragòn, Valencia hanno contratti validi fino al 2021 incluso, ma dopo è lecito aspettarsi un sistema di rotazione.  
Nota finale. Seguendo i principi delle leggi della domanda e dell’offerta, ovviamente la lunga lista di Paesi che vogliono ospitare un GP di MotoGP aumenterà la quota a carico degli organizzatori. E la Dorna si frega già le mani.