La MotoGP si prepara a sbarcare in Nord America per il terzo appuntamento della stagione, in programma dal 12 al 14 aprile sul Circuit of the Americas. Disegnato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, è uno dei pochi tracciati al mondo a ospitare sia il Motomondiale che la Formula 1: il tempo sul giro delle monoposto è inferiore di mezzo minuto rispetto alle moto.

DISLIVELLI IMPRESSIONANTI - La pista texana si distingue per l’impressionante inclinazione del rettilineo che porta alla prima curva a sinistra: in totale sono 41 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto della pista, con conseguenze facilmente immaginabili per i piloti che dovessero sbagliare la frenata nei tratti in discesa.

Il tracciato di Austin considerato mediamente impegnativo per gli impianti frenanti. Secondo i tecnici Brembo che assistono tutti i piloti della MotoGP, il Circuit of the Americas si è meritato un punteggio di 3, in una scala da 1 a 5. Identico valore hanno ottenuto anche le piste di Losail e Termas de Rio Hondo ma a Jerez, dove si corre fra tre settimane, il valore è 4.

L'IMPEGNO DEI FRENI – Da Brembo arriva una serie di dati interessanti sull’impegno dei freni. A cominciare dal fatto che il Circuit of the Americas è quello con più punti di frenata ogni giro: 12, nonostante non sia la pista più lunga del Mondiale.

I piloti usano i freni 37 secondi al giro, il secondo valore più alto del campionato dopo i 39 secondi di Sepang.

La presenza di 4 curve in cui i piloti cambiano direzione e ?frenano per perdere un massimo di 35 km/h di velocità riduce la decelerazione media sul giro: in queste curve la decelerazione oscilla tra gli 0,5 g e i 0,7 g e ciò spiega gli 0,98 g medi, il secondo valore più basso del campionato dopo gli 0,95 g del Sachsenring.

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno Brembo dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 7 quintali e mezzo: in pratica ogni 2 minuti un pilota è chiamato ad uno sforzo di 36 kg?.

Le frenate più impegnative - Delle 12 frenate del Circuit of the Americas 3 sono classificate come impegnative per i freni, una è media difficoltà; mentre le restanti 8 hanno un’incidenza leggera sugli impianti frenanti.

LE FRENATE PIU' DURE - La frenata più dura di tutte è quella alla curva 12: le moto arrivano a 339 km/h e frenano per 6,3 secondi per scendere a 63 km/h. I 323 metri della frenata costituiscono il secondo valore più alto dell’intero Mondiale e comportano una decelerazione di 1,5 g.

Nella prima curva dopo il traguardo però sono molto alti anche il carico sulla leva della pompa freno Brembo (5,8 kg contro i 6,1 kg della curva 12) e la pressione del fluido freno Brembo HTC 64T che raggiunge i 12,5 bar. I piloti però iniziano a frenare ad una velocità più bassa, 302 km/h e continuano ad agire sulle pinze Brembo in alluminio per 5,6 secondi.

A?lla curva 11 invece il carico sulla leva è di 4,7 kg ma la frenata è inferiore ai 200 metri e la decelerazione di 1,4 g. Un valore comunque superiore di 0,18 g alla decelerazione di una Porsche 911 GT3 RS 4.0 da 100 a 0 km/h?.

LE PRESTAZIONI DI BREMBO - Nel GP delle Americhe i freni Brembo hanno monopolizzato il podio in tutte e 6 le edizioni disputate.  A vincere è sempre stato Marc Marquez con la Honda che ha conquistato anche 2 secondi posti e un terzo con Dani Pedrosa.  ?Tre secondi e due terzi posti per Yamaha, un secondo e due terzi per Ducati.?