Valentino Rossi arriva in Texas con un ottimo punteggio in classifica: il terzo posto a – 14 punti da Marc Marquez, fa ben sperare per la stagione 2019.
E anche lui, questo weekend è atteso ad Austin, su un circuito che non ama particolarmente ma sul quale vuole dare il meglio di sé.

SI RIPARTE - “La settimana successiva, dopo che hai fatto il podio, - racconta Valentino - è davvero bella perchè puoi stare rilassato. Mi sono preparato al massimo per la gara che è uno dei tracciati più particolari, è lungo, ha tante curve e l'anno scorso non è stata fantastica la performance che abbiamo avuto, ma daremo il massimo. Il primo anno qui ero lento, avevo bisogno di capire il tracciato ma dal 2014 è andata meglio, ero abbastanza veloce, e nel 2017 sono arrivato secondo. E' una pista difficile, ci sono molti segreti, tanti punti dove si può perdere molto ma la moto non va male."
“I numeri fino ad adesso – prosegue Dottor Rossi - ci dicono che Marc è il favorito ma noi cercheremo di migliorare e di arrivare davanti.”

PENALITA' – Valentino, durante la conferenza stampa, è chiamato anche a parlare in merito alla penalità accorsa nel Gp dell'Argentina a Cal Crutchlow:”l'unico modo per avere una regola chiara – dice - è dire di non muoversi. Ho visto che c'è una camera sulla ruota della moto, non sapevo ci fosse ma si vede che un po' Cal si è mosso, poi domani ne parleremo in Safety Commission della penalità, se ti viene dato il ride through perdi tanto, magari era meglio un long lap.”

TUTTI IN PISTA – Il pilota della Yamaha, al rientro in Italia dopo la gara argentina, si è allenato con le mini bike, una strategia per prepararsi alla gara di domenica? “Ci siamo allenati su un tracciato che è simile a quello di Austin – dice ridendo – ma non è un allenamento ad hoc per Austin. Ci siamo comunque divertiti.”

BASTA ESSERE FORTI IN GARA - Al nove volte campione del mondo viene poi chiesto come mai durante le qualifiche non riesca a dare il meglio di sé:”è una cosa che ho sempre avuto, sono più forte in gara che nelle qualifiche ma la cosa più importante è la gara, è un altro approccio mentale perchè è più lunga devi essere concentrato. È importante partire nelle prime sei posizioni perchè sei già nei migliori e lo stile di guida della gara è diverso.”

DOVEVA ANDARE COSI' - Infine, la curiosità dei giornalisiti si è concentrata ancora una volta sulla stretta di mano tra lui e Marquez dopo la gara in argentina: “era il momento giusto - conclude -  e mi sono congratulato con lui visto che aveva fatto un bel weekend.”
Poi ai microfoni di Sky aggiunge:”darsi la mano in conferenza stampa quando ce la chiesero sembrava una forzatura, non mi piace essere come uno di quei cagnolini che fanno le cose a comando. Dopo la gara, invece, è stato un gesto spontaneo.”