Chissà come sarebbe stato il SIC oggi. Otto anni dopo. Chissà quanti GP – o titoli mondiali – avrebbe vinto, e su quale moto e chissà se avrebbe corso ancora, a 32 anni. Chissà come si sarebbe trovato spalla a spalla con Marc Marquez o con Fabio Quartararo, o anche con il suo mentore, Valentino Rossi. Chissà se avrebbe avuto ancora i capelli così lunghi e cespugliosi e quella sua aria scanzonata...

Nessuno potrà mai saperlo, perché il SIC si è fermato a 24 anni. La sua immagine è cristallizzata in quel video che aveva fatto la ‘sera prima’ e dove, scherzando, diceva che andare sul podio della MotoGP gli piaceva, e che l'indomani avrebbe provato a salire sul gradino più alto. Rimarrà per sempre così nelle nostre memorie, Marco Simoncelli. Avremmo preferito vederlo crescere e invecchiare, e invece no. Sarà eternamente così, giovane, scanzonato, irriverente, esuberante, ambizioso e vincente. Perché la sua vita si è fermata il 23 ottobre del 2011 a Sepang.

IL RICORDO DEL PAPA' - Il papà Paolo lo ricorda oggi con un post su Instagram: “Sei vivo dentro di noi, nei nostri ricordi, nelle nostre teste e nei nostri cuori. Sei in tutto quello che facciamo, la nostra benzina, la nostra motivazione. Sei con noi ogni volta che facciamo un podio o una pole e l’hai dimostrato a Jerez, a Misano, a Motegi. Non sono coincidenze, sei Tu. Sempre con noi, sempre nel cuore”.

OTTO ANNI FA -  Si disputava il 17° round della stagione 2011, sulla pista della Malesia, un posto speciale per lui: lì aveva vinto il campionato 250 nel 2008 e, per una strana coincidenza, quel circuito condivide il suo soprannome  - SIC.
Nel weekend precedente Marco aveva siglato un secondo posto nel GP d’Australia MotoGP, chiudendo solo dietro al futuro campione del mondo per quella stagione, Casey Stoner.
Era la sua seconda stagione di corse nella classe regina, dopo aver militato in 125 tra il 2002 e il 2005 e in 250 dal 2006 al 2009.
Poco dopo lo start di quel maledetto GP di Sepang, mentre era quarto, la moto di Simoncelli ha perso trazione all'undicesima curva del secondo giro. Il SIC è caduto, è rimasto attaccato alla moto per tentare di riportarla in pista, ma la traiettoria lo ha portato all’esterno. E il campione di Coriano non ha potuto essere evitato da Colin Edwards e da Valentino Rossi. Il casco è volato via e il SIC è stato dichiarato morto poco prima delle 17:00 ora locale.
Era dal 2003 che non avvenivano incidenti mortali in MotoGP: l’ultima volta era stata con Daijiro Kato nel GP del Giappone. Nel 2010, invece, era venuto a mancare Shoya Tomizawa nel GP di San Marino nel 2010.
La notizia della morte di Simoncelli arrivò in Italia in tarda mattinata di domenica, e fu subito molto sentita, tanto che fuosservato un minuto di silenzio ad ogni partita di Serie A. Alle sue esequie, quattro giorni dopo, hanno partecipato 20.000 persone, e la cerimonia fu trasmessa in diretta dalla televisione italiana.
Una settimana dopo, il Misano World Circuit, è stato ribattezzato in suo onore. Da allora si sono moltiplicate le iniziative che lo ricordano. Già per il suo 25 ° compleanno, il 20 gennaio 2012, a Coriano è stato intitolato a lui il Palazzetto dello Sport e una delle linee del tram nella zona è stata ri-numerata con il “suo” 58.

Poco tempo dopo il papà Paolo è tornato alle competizioni, gestendo un team il SIC 58 Squadra Corse, che dopo anni di CIV è approdato nel CEV e poi nel mondiale, dove ha iniziato a siglare podi e a vincere. Nel nome del SIC.