Niente da fare. La legge di Marquez è implacabile anche a Phillip Island, dove la magia del tracciato ci regala una gara divertente e piena di sorpassi, mentre il vento concede una giornata di tregua. Stavolta è Vinales a essere regolato dal numero 93. Il pilota della Yamaha duella fino a pochi giri dal traguardo quando perde il controllo della sua M1 nel tentativo di contenere il ritorno di Marc e finisce a terra, rovinando una bella prestazione. La scelta delle soft alla lunga non paga. Ancora una vittoria all'ultimo giro per Marquez, con l'avversario regolato dalla sua perfetta strategia. Undicesimo primo posto stagionale, 55esimo in MotoGP, superato anche il mito Mick Doohan.

Sul podio finisce così Cal Crutchlow oltre al beniamino di casa Jack Miller, felicissimo. Era dal 2012 che un australiano non ci riusciva, dai tempi di Stoner. C'è gloria anche per l'Italia ma con i piloti che non ti aspetti: grande quarto posto per Pecco Bagnaia, che conquista il suo miglior risultato in stagione, mentre Iannone è sesto, dopo una prestazione spettacolare. Quinto Mir, dopo una bella gara in recupero.

Solo settimo Andrea Dovizioso che conferma di non avere molto feeling da queste parti nonostante il terzo posto dello scorso anno. Valentino Rossi è ottavo. Il Dottore parte benessimo, regalando anche una grande curva all'esterno, ma perde piano piano posizioni dopo aver duellato con le Ducati. Poteva andare meglio la sua gara numero 400, anche se rivederlo in testa pe qualche giro è stata una bella sensazione. Quartararo e Petrucci finiscono fuori al primo giro per un contatto, peccato perché avrebbero potuto dire la loro. Non riesce a centrare la topo ten Johann Zarco, 13°, mentre ultimo al traguardo è uno sconsolato Jorge Lorenzo, staccato addirittura di oltre un minuto e ben 40'' da Zarco. Un messaggio provocatorio alla Honda? Vederlo così non fa piacere considerando il suo curriculum.