Jorge Lorenzo sembra non riuscire più a rialzarsi dal suo momento di crisi e il sedicesimo piazzamento conquistato in Australia ne è la conferma.
A questo vanno ad aggiungersi una serie di pessimi risultati: la ventesima posizione ad Aragon, la diciottesima in Thailandia e la diciassetesima in Giappone, tra le più recenti.
L'aggravante del Gp d'Australia, oltre alla posizione, è però il tempo, in quanto Lorenzo è arrivato sedicesimo e ultimo con oltre un minuto di ritardo dal suo compagno di squadra Marc Marquez, arrivato primo.
Analizzando questi dati, di certo, non c'è da essere ottimisti e questo il mairochino lo sa bene.
Se poi vogliamo aggiungere un'altra piccola aggravante, c'è il fatto che il francese Johann Zarco che nel weekend australiano saliva per la prima volta sulla RC213V (versione 2018), anche se non ha brillato è comunque riuscito a chiudere la sua gara in tredicesima posizione subito alle spalle di Pol Espargarò e con un distacco da Marquez di 26 secondi abbondanti.

GUARDANDO AVANTI - “Già prima del nostro arrivo – commenta Jorge Lorenzomi aspettavo che avrei dovuto lottare qui a Phillip Island, ma speravo che le cose sarebbe cambiate e che magari sarei riuscito ad essere un po' più veloce. Il weekend è partito male dalle FP1 dove abbiamo faticato molto a causa del vento e del freddo.”
Il maiorchino prosegue molto demoralizzato:”è il risultato peggiore da quando sono rientrato dopo l'infortunio ad Assen, purtroppo questa è la realtà.”
Jorge pensa però a quella che sarà la gara della Malesia, una pista che, in passato quando era in Yamaha e Ducati, gli ha regalato ottimi risultati:”in Malesia in condizioni normali – conclude – sarà meglio. E' una pista che mi si addice di più e penso che possiamo tornare a un ritmo simile a quello che avevamo a Motegi.”