400 Granpremi in carriera disputati in 24 stagioni sono numeri da capogiro, ma soprattutto che fanno riflettere.
E su quella che è stata la sua carriera ha riflettuto proprio l'artefice di questi numeri, Valentino Rossi, che dopo la gara di Phillip Island è stato intervistato da motogp.com per parlare a proposito della sua vita all'interno del paddock, della sua grande popolarità e di come negli anni sia cambiata la MotoGP.

NUMERI DA CAPOGIRO - Proprio in Australia, Valentino ha disputato il suo 400esimo Granpremio: “È un numero incredibile – dice - perchè se inizi a contare da 1 a 400 ti accorgi che sono tantissimi numeri. E' stato ed è un lunghissimo viaggio e sono molto orgoglioso della mia carriera perchè in questi anni mi sono divertito molto ed è una parte grandissima della mia vita da quando avevo 10 o 12 anni.”

NOTORIETA' - Per Vale, che è cresciuto a pane e motori, la vita, negli anni è cambiata davvero molto e vincendo quanto lui è riuscito a fare (nove titoli iridati, 115 gare vinte e 234 podi conquistati), la notorietà è aumentata sempre di più.
Questo per Dottor Rossi ha comportato momenti di felicità ma anche qualche rinuncia:”all'inizio mi piaceva un sacco stare nel paddock – prosegue - avevo un sacco di amici era tutto più facile. Guidavamo e impennavamo con gli scooter, insomma era come una seconda casa. Adesso però le cose sono diventate più difficili. Per i fan è meglio perchè hanno più possibilità di entrare nel paddock, ma per me al contrario questo tipo di vita è finita. Adesso la mia vita nel paddock si svolge al chiuso, nel camper o nel box.”
Ma non solo, Rossi racconta come anche la sua vita fuori dalle piste sia cambiata:”all'inizio era difficile accettare che la tua vita fosse cambiata. Se andavo nei negozi dovevano chiudere il negozio per me, così come andare al cinema era difficile. Io ero piccolo e per me non era facile affrontare tutto questo. Adesso però va meglio, mi sono adattato. Stare a Tavullia, ad esempio, è buono perchè vivo la vita in modo reale. La gente non mi ferma troppo, posso vivere normalmente, ormai si sono abituati a vedermi, ma se esco da Tavullia diventa tutto più difficile.”

EVOLUZIONI - Oltre alla vita privata, Valentino, nei suoi molti anni di carriera ha visto cambiare anche i piloti, non solo i volti, ma anche le abitudini, il tipo di allenamento, la preparazione alla gara e lo stile di vita. Insomma tutto ciò che ruota intorno al weekend in un determinato circuito in giro per il mondo:”adesso, -racconta Vale - ci sono prima le interviste e poi c'è il fatto di guidare la moto. Se ti piace un pilota per un fan è facile perchè puoi seguire la sua intera vita, mentre prima era già tanto riuscire a vedere la gara in tv.
Negli anni ho dovuto modificare la vita per la MotoGP, dal modo di dormire al modo di mangiare. Prima non era così, adesso si guarda a più aspetti che sono tutti importanti per lo stile di vita del pilota. Una volta dall'inizio alla fine di ogni gara dovevi fare soltanto una cosa, aprire il gas e tenerlo spalancato, mentre adesso c'è anche strategia, un momento vai più piano, un altro spingi di più e anche a livello fisico quindi cambia tutto. Adesso la preparazione per la gara è la parte più importante del weekend, guardare i dati, i video è tutto molto importante, anche confrontare il tuo stile con quello di altri piloti in pista.”

PUNTO FERMO – Infine Valentino fa una riflessione sulla sua carriera e sul suo rapporto con i tifosi, spiegando come anche loro negli anni abbiano evoluto il loro rapporto nei suoi confronti:”durante la mia carriera – conclude – ho fatto qualcosa che è rimasto nel cuore della gente, dei miei fan. Loro non hanno dimenticato mai il mio passaggio dalla Honda alla Yamaha, il ritorno da Ducati a Yamaha o il brutto finale del 2015 quando ho perso il Mondiale. Per me adesso è più difficile vincere, ma loro mi danno ugualmente un grande supporto durante tutta la stagione.”