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Fabio Quartararo viene indicato come il grande candidato per una Yamaha ufficiale nel 2021: è la principale minaccia per il tuo futuro con Iwata? 

«Onestamente non sto pensando al 2021, sto pensando al modo giusto per finire la stagione in crescendo, anche per avvicinare nella maniera ideale il 2020. Credo che il prossimo anno rappresenterà una bella opportunità per la Yamaha. Se in inverno sapremo lavorare nel modo giusto, potremo essere in grado di lottare al massimo per vincere le gare sin dal primo GP. È questo l’obiettivo, è il nostro lavoro: creare una buona moto durante il precampionato».  

Il mercato piloti, però, si svilupperà molto presto, probabilmente già a inizio 2020. Non pensi che sia troppo presto? 

«Non sono troppo preoccupato, non ci sto pensando. A volte il mercato inizia molto presto, in altre occasioni più tardi, dipende da cosa fanno i vari team«.  

Cosa influenzerà la tua decisione? E ti vedi ancora in Yamaha? 

«Devo dire che mi trovo molto bene con il team, quindi al momento sono molto concentrato sul 2020, perché sento di avere una buona opportunità. Il mio principale obiettivo, come detto, è chiaro: voglio essere nelle condizioni di lottare per vincere nel 2020, indipendentemente dal fatto che si corra su piste veloci o lente, o che si gareggi sul bagnato o sull’asciutto. Voglio una moto che mi permetta di spingere sin dal GP Qatar».

Quale tipo di miglioramento ti aspetti sulla M1 del 2020? 

«Non lo so, finché non la provo non posso fare certe considerazioni. I nostri punti deboli sono la velocità sul rettilineo e le curve lente, quindi è lì che dobbiamo compiere certi progressi. Ma la moto attuale, comunque, già non va male, ammetto che sono abbastanza contento. Ma come ho detto, se vogliamo lottare per vincere ogni gara, è necessario uno step importante».  

Ti aspetti un miglioramento a livello di velocità di punta? 

«Sì, me l’aspetto. Penso che la Yamaha conosca molto bene i nostri punti deboli, e di certo lavorerà sodo». 

Perché ti sei trasferito in Qatar? 

«In questa fase, avevo bisogno di trovare una situazione buona per me».

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