Quando Jorge Lorenzo ha convocato la conferenza stampa all’improvviso a Valencia, i rumors sull’annuncio del suo ritiro hanno cominciato ad inseguirsi. Ed è stato così: in una conferenza stampa gremita all’inverosimile, con il suo compagno di squadra Marc Marquez in prima accanto al papà di Jorge, il cinque iridato ha annunciato che quella di Valencia sarà la sua ultima gara.

“Sono fiero e orgoglioso di vedervi qua, significa molto per me. Ho sempre creduto che alla fine ci fossero quattro giorni importanti nella vita di un pilota: quando inizi il mondiale, quando vinci la prima gara, quando vinci il tuo primo mondiale - non tutti ci riescono, e io ho ottenuto molto! - e poi alla fine quando annunci il tuo ritiro. Come potete immaginare, è molto difficile per me: sono qui per annunciare che questa questa sarà la mia ultima gara in MotoGP, e dopo mi ritirerò come pilota. Mi è venuto caldo”, ha detto poi, togliendosi la felpa, visibilmente emozionato.

“Tutto è iniziato quando avevo 3 anni. Sono trent’anni che mi dedico al mio sport. Le persone che hanno lavorato con me sanno che sono un professionista, quanta energia e quanta passione ci metto.

“Per correre serve molta motivazione, per questo dopo nove anni in Yamaha, forse gli anni più belli della mia carriera, ho sentito che volevo un cambiamento per nuove motivazioni e per questo sono andato in Ducati.

 

 

“Anche se i risultati non sono stati buoni, ho raggiunto la vittoria al Mugello davanti ai tifosi Ducati. Poi ho siglato il contratto con Honda, e questo mi ha dato un’altra grande spinta. Non sono mi riuscito ad essere nelle condizioni fisiche normali per essere competitivo e veloce. E la moto non l’ho mai sentita adatta al mio modo di correre. In ogni caso non ho mai perso la pazienza, ho solo pensato che ci volesse solo un po’ di tempo e le cose sarebbero andate a posto.

"Poi quando ho iniziato a vedere un po’ di luce alla fine del tunnel, c’è stato l’incidente a Montmelò, e poi ancora una caduta a Assen. Mentre stavo rotolando sull’asfalto, ho pensato ‘Jorge, ma vale veramente la pena di continuare a soffrire dopo tutto quello che hai ottenuto? Voglio smettere’. Poi quando sono tornato a casa ho pensato di continuare, non volevo prendere una decisione così in fretta. Poi la la salita è diventata così ripida che non ho trovato la motivazione per continuare. Amo vincere, e mi sonor reso conto che non era più possibile, anche se è passato poco tempo con Honda..” E qui Jorge Lorenzo si è commosso.

“Era impossibile mantenere la motivazione: l’obiettivo di vincere non era realistico. Mi sento dispiaciuto per Honda, soprattutto per Alberto (Puig. Ndr), che mi ha dato questa opportunità. Mi dispiace di averlo deluso e di aver deluso Honda. Non possiamo lottare solo per finire una gara o fra i primi cinque...”

Tornando alla mia bellissima carriera di successo, come dico sempre, sono un ragazzo molto fortunato. E’ vero che ho sempre lavorato sodo, ho fatto tanti sacrifici, ma senza l’aiuto di tante persone non avrei mai fatto quello che ho fatto. Quindi grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato, Dorna e Carmelo Ezpeleta, che hanno reso questo sport grande, e a tutte le Case che hanno creduto in me, grazie a Giampiero Sacchi, Gigi D’all’Igna, Alberto Puig, e poi ovviamente grazie anche mia madre e mio padre, che ha sempre trasmesso questo amore per le moto e mi è stato vicino, grazie ai miei fans, ai tifosi della MotoGP, che mantengono questo sport positivo”, ha concluso Jorge Lorenzo, che è stato acclamato dalla platea con una lunga standing ovation.

Un giusto e dovuto gesto di rispetto verso un pentacampione del mondo che con il suo ritiro chiude un’epoca.