Dopo la notizia ufficiale inerente al ritiro di Lorenzo, tutti si chiedono - anche in Honda - chi guiderà la RC 213V lasciata libera da Jorge?

Il maiorchino aveva un contratto biennale con il team HRC ma, da domenica, tutto svanirà. Sarà impossibile trovare un sostituto con il medesimo blasone ed uguali capacità di guida e sensibilità tecnica, tuttavia, i nomi di alcuni eccellenti candidati si sentono ormai da mesi.

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Honda, chi sarà il prossimo pilota in MotoGp?

In cima alla lista c’è Johann Zarco, due volte iridato nella Middle Class, attualmente impegnato con la squadra di Lucio Cecchinello, approfittando dell’infortunio di Nakagami. Il francese, dopo l’addio a KTM, si sta rimettendo in gioco, ritrovando linfa e velocità; a “soli” 29 anni, Zarco ha di fronte a sé un buon futuro, se Honda vorrà concedergli una possibilità da titolare.

Nakagami, appunto, piace ad HRC. Sarà per gli occhi a mandorla, sarà perché Takaaki non si lamenti mai nel box, di fatto, il giapponese ha la capacità di comunicare con gli ingegneri connazionali in grande tranquillità. Non è veloce e talentuoso quanto Johann, però, a volte, questi sono dettagli.

Honda manda “in pensione” 2 piloti in 2 anni: qual è il problema?

Non è un dettaglio l’età di Cal Crutchlow. Il trentaquattrenne di Coventry è forte, lotta come un animale, ma è spesso sopra le righe. Inoltre, vorrà il team Repsol investire su un pilota che, più di una volta, ha pensato al ritiro?

Chi non pensa al ritiro, tutt’altro, è Alex Marquez, fresco campione della Moto2 e già in contatto con la struttura Pramac. Per il numero 73 si prevede una Ducati, anche se una moto dell’ala dorata sarebbe ancora disponibile. 

In effetti, pensandoci bene, un garage “tutto Marquez” farebbe notizia. Marc è il campione, il fratello maggiore, esperto ed intoccabile. Alex il novello, più giovane, con l’obbligo di imparare ed aspettare. Per gli sponsor sarebbe un colpo doppio, i due catalani totalizzerebbero qualcosa come 10 titoli famigliari. E poi, magari, vedremmo una dinastia di ereditieri. Sempre che loro non facciano come nel film “Fratelli coltelli”. Mai dire mai.