Loris Capirossi ha militato per cinque anni in MotoGP sulla Ducati ufficiale e la sua prima vittoria con la ‘rossa’, nel 2003 sul circuito della Catalunya ha fatto storia, interrompendo un lungo digiuno: era infatti dal lontano 1976 che un italiano non vinceva un Gran Premio su una moto italiana.

Loris ha militato poi altri quattro anni nella classe regina in sella alla Ducati ufficiale, cogliendo altre in totale ben sette vittorie e svariati podi. Ecco perché abbiamo pensato di chiedere proprio a lui come vede Ducati in MotoGP quest’anno, alla vigilia della presentazione della squadra in programma domani.

“Secondo me Ducati ha un pacchetto doppiamente competitivo", ci ha detto Loris Capirossi. "Hanno un Dovizioso che gli ultimi due anni è stato il vicecampione del mondo e senza dubbio ha aiutato moltissimo lo sviluppo di Ducati, perché ha portato la sua esperienza, e poi è uno molto competitivo, meticoloso e molto veloce. E hanno un Petrucci che senza dubbio l’anno scorso è partito molto bene, poi ha faticato un po’ dopo Le Mans, ma ha siglato una fantastica vittoria al Mugello.

Ducati soffre un po' di più...

"Quindi vedo Ducati come un’ottima squadra. Senza dubbio Danilo deve essere un po’ più costante, però quando guidi le MotoGP – e io le ho guidate per moltissimi anni – non è facile essere sempre veloce, e non è facile avere la moto al 100%. Penso che la Ducati sia competitiva, però in certe situazioni soffre un po’ più di altre moto. Questo è quello che abbiamo visto negli anni, però io da fuori vedo comunque un’ottima moto”.

Dovizioso ha detto che è un momento critico… Tu che la Ducati l’hai guidata, anche se qualche anno fa, che ne pensi?

“Senza dubbio la moto è un’altra roba da quando l’ho guidata io. Negli anni è cambiata molto grazie a Dio, e comunque secondo me l’insieme della squadra e dei piloti è competitivo. Poi certo che non è mai facile: quando hai avversari agguerriti e tutte le aziende investono un sacco di soldi nello sviluppo delle moto, è normale che sia una rincorsa continua per essere vincitori, perché lo sviluppo non si ferma mai…”

Petrucci ha dichiarato che manca una strategia. Cosa significa secondo te?

“La MotoGP è il top del motorsport, della tecnologia, dello sviluppo. La strategia si fa giorno per giorno. Penso che Gigi (Dall’Igna, ndr) sia molto bravo nel gestire la squadra, e quello della strategia è un lavoro del quale si deve occupare lui: i piloti devono dare riferimenti, devono dare indicazioni, quelle più giuste possibile, perché chiaramente sono loro a portare avanti lo sviluppo. Certo, tante volte per le Case non è facile seguire alla lettera le indicazioni del pilota. Deve esserci sinergia nella squadra, penso che sia la cosa più importante. Ducati ha tanti punti di forza e tanti punti dove magari non è la più forte, però mettendoli insieme riesce ad essere sempre e comunque competitiva”.

I punti di forza

Quali sono i punti di forza e quelli deboli di Ducati secondo te?

“I punti di forza sono sono soprattutto la velocità, il motore, la possibilità di fare modifiche abbastanza velocemente, perché è tutto vicino: Borgo Panigale è vicino a tutte le gare in Europa. I punti negativi, se ci sono, può essere il fatto che su certi tracciati particolarmente tortuosi la Ducati fatica ancora. Ascoltando i piloti sembra che una problematica di Ducati sia quella di farla girare nello stretto. Quindi quando tu parti in una gara e hai ancora le gomme fresche, bene o male la fai girare di gomma e di forza, quando la gomma si degrada diventa tutto più difficile”.

Quest’anno Ducati può puntare a stare davanti?

“L’obiettivo di qualsiasi pilota credo sia quello di partire per vincere. Questo è l’obiettivo che Ducati ha in questo momento, sia con Petrucci che Dovizioso, perché se uno non ha la mentalità vincente non serve neanche che parta per un campionato difficile e lungo come il nostro. Tutti partono per vincere, ma lungo la strada incontri difficoltà… e una di queste è sicuramente la difficoltà Marquez… batterlo non è mai facile”.

Vota il sondaggio: MotoGP 2020, ultima chiamata per Dovizioso contro Marquez?

E’ più difficile battere Honda o Marquez?

“Honda senza dubbio è una potenza ma la differenza secondo me la fa Marquez. Senza niente togliere a Honda, se andiamo a paragonarlo con altri piloti, Marquez fa sempre la differenza”.

Rossi è sempre Rossi

Non possiamo non chiedertelo: come vedi Valentino Rossi quest’anno?

Valentino secondo me è un uomo che ci stupirà fino al punto in cui deciderà di smettere. E’ sempre difficile capire quello che farà, però secondo me sarà protagonista. Questo è sicuro. E’ sempre veloce, e poi è ancora stimolato: ho fatto una gara con lui ultimamente a Abu Dhabi, eravamo nella stessa squadra, anche se con due macchine diverse, e lui ha sempre gli occhi che sorridono, è sempre entusiasta di quello che fa, e questo è positivo per il nostro sport.

"Se ha ancora tanta voglia, può ancora dimostrare molto, perché Valentino Rossi è sempre Valentino Rossi”, conclude Loris Capirossi.

MotoGP: la Ducati apre il valzer delle presentazioni 2020