Oggi è il giorno della Ducati, che nella sua Bologna, a Palazzo Re Enzo ha appena svelato la moto con cui Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci affronteranno la MotoGp al via l'8 marzo in Qatar.

L’obiettivo è vincere il titolo della classe regina. Ma come si fa a battere Marquez e la Honda? Il lavoro di sviluppo sulla Ducati è ancora in corso, come ha spiegato lo stratega Gigi Dall’Igna. Senza contare che tutti i piloti hanno il contratto Ducati in scadenza a fine stagione. Uno scenario che apre molte prospettive per il mercato piloti del prossimo Motomondiale.

Il piloti tutti in scadenza di contratto

"Il 2020 sarà un anno intenso e impegnativo, anche perché il calendario prevede venti gare e i nostri avversari saranno sicuramente molto competitivi - ha sottolineato il dg Luigi Dall'Igna - e quindi dovremo impegnarci tutti ancora di più soprattutto perchè scadranno anche tutti i contratti dei ragazzi. Quanto incide questo sulle prestazioni? Secondo i giornalisti, bisognerebbe firmare il prima possibile per tranquillizzare il pilota. Io non credo che sia sempre così, e sia la giusta regola da utilizzare: la sensazione che ho avuto più volte è che ci sono alcuni piloti che rendono meglio quando sono sotto pressione, poi certamente ce ne sono altri che reagiscono in maniera opposta”.

I test

“A proposito dei test alla fine del 2019, a Valencia dopo l’ultimo GP, e a Jerez, sono stati  abbastanza positivi dal punto di vista della ciclistica: a Valencia la differenza fra i due telai era abbastanza importante, a Jerez era minore”, ha detto Dall’Igna. È stato un buon modo per iniziare la nuova stagione. Non abbiamo sicuramente finito il confronto, abbiamo ancora del lavoro da fare. Nei prossimi test continueremo per valutare meglio le diverse configurazioni del telaio e proveremo anche un diverso forcellone".

Più potenza

“Anche dal punto di vista del motore abbiamo iniziato a lavorare negli ultimi test del 2019. Dal punto di vista della guidabilità il test è andato bene. Tutti i piloti ci hanno dato più o meno lo stesso feedback. Nel prossimo test introdurremo qualcosa di diverso, per ottenere più potenza senza perdere guidabilità. Honda lo scorso anno ha migliorato molto sotto il profilo del motore e della velocità. E noi stiamo lavorando anche sul motore, per ottenere i migliori risultati possibile”, spiega Dall'Igna.

L'aerodinamica

È stato affrontato poi anche il tema dello sviluppo dell’aerodinamica.

“Faremo altri test a Sepang e in Qatar anche per quanto riguarda l’aerodinamica: siamo un po' in gabbia con il regolamento, che non permette di fare grandi stravolgimenti, ma avremo semplicemente un’evoluzione del 2019. Sulla carta e nelle simulazioni dovremmo aver migliorato, lo verificheremo nei test".

La lotta per il titolo

“Il team è esattamente lo stesso dello scorso anno, e ne sono veramente felice”, ha aggiunto Dall’Igna. “Abbiamo visto che nella prima parte della scorsa stagione siamo andati molto bene, penso che abbiamo la possibilità di migliorare ancora. L’obiettivo è esattamente quello degli ultimi due anni: combattere per il titolo e vincere il mondiale. Non è facile, ovviamente: ci sono tanti piloti che possono combattere per il titolo, Marquez prima di tutti, ma nell’ultima parte della stagione diversi piloti hanno migliorato quindi ci aspettiamo un 2020 molto difficile”, ha detto Dall’Igna.

Il problema Marquez

"Marquez è sicuramente un riferimento dal punto di vista dello stile di guidare, ha probabilmente inventato un modo di guidare diverso, e gli altri stanno un po' via via cercando di capire come riuscire a stargli al passo. Ognuno alla fine deve fare la sua parte: il pilota deve cercare di migliorare le proprie attitudini ma noi dobbiamo cercare di migliorare la moto, perché la Honda, e non solo la Honda, ha fatto dei passi avanti", ha detto Dall'Igna.

"Noi comunque siamo più piccoli rispetto alle altre potenze non europee, e sicuramente questa è una barriera importante al raggiungimento di certi risultati e di certe prestazioni, sia per l'ingaggio dei piloti che per lo sviluppo tecnico".

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