Un trio spagnolo, poi un portoghese: in pratica, la Penisola Iberica comanda il secondo giorno di test a Sepang, dedicato ai collaudatori ufficiali, con qualche “intrusione” 2020.

La KTM evolve e Dani Pedrosa ne sviluppa parti nuove: abbiamo già visto ieri come la RC16 sia cambiata nella sezione frontale, con una carena ridotta all’osso ed un avantreno che “stacca” rispetto alle versioni viste precedentemente. Il telaio - pur rimanendo in tubi a traliccio, è stato rinforzato con l’obiettivo di raggiungere la tanto desiderata rigidezza, pur mantenendo toni di flessibilità.

L’ex campione della 250 ha siglato il tempo di 1'59”841, con Michelin dure, per un computo di 50 passaggi; proprio dopo il numero 26, un’altra orange, anche se arancione non era: Pol Espargarò a soli 111 millesimi.

Alex Marquez - terzo - accumula chilometri ed incrementa il proprio feeling con la RC 213V, messa in pista dal team Repsol HRC. Per il fratello di Marc un gap da Pedrosa di quattro decimi e poco più, 51 giri all’attivo.

Oliveira, al secondo anno in MotoGP, è quarto, esattamente come Pirro: Miguel e Michele hanno un ritardo dalla vetta di 854 millesimi, precisando che nessuno dei due abbia cercato riferimenti cronometrici da primato: il pilota KTM non attacca mai nei test, quello Ducati era indaffarato in altre mansioni, tra cui verificare che la nuova aerodinamica della Desmosedici rispondesse alle esigenze richieste.

A proposito di aerodinamica, Stefan Bradl ha girato con una moto profondamente rivisitata nel frontale (per non chiamarlo volgarmente “muso”, mica è un animale) nel quale ali diverse ed un plexiglass ridisegnato fanno da padroni: il tedesco, già visto a Jerez, aveva anche un propulsore evoluzione.

Brad Binder, novità di quest’anno; il sudafricano prende confidenza con la nuova categoria, dopo un titolo vinto in Moto3 e sfiorato nella Middle Class. Suo il settimo tempo di giornata.

La ruggente Aprila e Bradley Smith appena dopo Guintoli. Sylvain è il tester Suzuki, quando parte qualcosa da Hamamatsu, arriva subito nel box del francese, che ne saggia poi la bontà: ottavo crono per l’ex iridato SBK.

Iker Lekuona fa meglio di alcuni nippo in pista con la M1 Evoluzione, appena dopo c’è Savadori: lo spagnolo si è visto in azione nella Top Class a fine 2019, il cesenate la desidera e magari lo vedremo presto in almeno un Gran Premio. Chissà, forse al posto di Iannone.

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