È una Sepang arancione quella della MotoGP, almeno nei test prestagionali. Anche se si tratta solo di uno shakedown dedicato ai collaudatori, più qualche “gentil concessione” Dorna a diversi piloti titolari, la bilancia pende a favor di KTM, che tanto sta investendo nella Top Class, unica categoria del Motomondiale in cui la Casa austriaca non abbia vinto nemmeno un Gran Premio.

A Mattighofen sono stanchi di sentirselo ricordare ed il reparto corse ha accettato la sfida aerodinamica intrapresa già da tempo dalle altre marche; la RC16 di Pol Espargarò - primo di giornata, con il crono di 1'59”444 - era dotata di una vistosa ed inedita sezione frontale studiata in galleria del vento, abitudine ereditata dal mondo automobilistico.

La manetta del numero 44 ha fatto il resto: Pol è il corridore più esperto in KTM, nonché l’unico che in passato abbia centrato un podio (Valencia 2018) ed è pure il solo che ne riesca a capire le qualità dell’originale telaio in tubi, “piegandolo” alla sua volontà, guidando con il corpo totalmente distante dalla moto, appeso a semimanubri e coi piedi prensili alle pedane.

I fratelli di Granollers sono andati benissimo, infatti, al secondo posto nel monitor dei tempi troviamo Aleix Espargarò, ma con una cavalcatura diversa, l’Aprilia RS-GP, che sembra davvero una Formula 1 a due ruote. 178 millesimi separano i due parenti stretti, il numero 41 sta saggiando la potenza del V4 di Noale, che beneficia di una grossa bocca dell’airbox, che sovralimenta il propulsore in accelerazione.

Miguel Oliveira è terzo, in costante miglioramento. Il portoghese vuole fare bene nel suo secondo anno di MotoGP, partendo proprio dai test, che lo raccontano già in palla e pronto alla sfida.

Pirro e la Ducati si inseriscono tra la terza e la quinta posizione nella lista. La Desmosedici GP è, come sempre, un laboratorio viaggiante, sul quale Michele collauda le parti nuove, per poi affidarle a Dovizioso e Petrucci, in seconda istanza a Miller e Bagnaia.

Brad Binder è il primo pilota ad oltrepassare la soglia dei due minuti. Il sudafricano sarà un rookie 2020, con il titolo - magro, ma titolo è - di vice campione Moto2.

Bradl e Kallio, rispettivamente su Honda e KTM, ricoprono la sesta e settima posizione. Per loro sono previste almeno una wild card a testa, dove? Stefan in Germania, Mika in Finlandia. Non per caso.

Ed eccolo, Jorge Lorenzo, attesissimo ed alla fine ottavo. Il maiorchino riveste i panni Yamaha, accolto nel garage dal test team con Silvano Galbusera ad aspettarlo entusiasta. Il tecnico italiano, espertissimo, ed il pluri iridato possono fare un grosso lavoro di sviluppo, scommettiamo di vederli in pista per almeno un Gran Premio?

Guintoli con la Suzuki è ancora più veloce di Lecuona, meno brillante dei compagni KTM presenti a Sepang. Dopo lo spagnolo, ci sono i tester giapponesi Yamaha e Lorenzo Savadori, con l’Aprilia 2019.

Per il cesenate, una piccola parentesi: persa la SBK con Pedercini, ecco il ruolo di collaudatore in MotoGP, Alcuni voci lo darebbero in Honda Moriwaki da Jerez in poi, cioè, al via nelle derivate mondiali 2020. Lui gradirebbe soluzioni migliori, infatti, non ha ancora deciso o ufficializzato l’accordo. La parola a Fausto Gresini, che ne sta seguendo le mosse.

Lorenzo Savadori: il futuro è ancora incerto