Ieri avrebbe dovuto essere il "giorno del giudizio" per Andrea Iannone, chiamato davanti ala Corte Disciplinare Internazionale della FIM dopo essere risultato positivo per una sostanza vietata dalla WADA in un test antidoping di routine effettuato in occasione del GP di Sepang lo scorso 3 novembre.

Iannone è sospeso dal 17 dicembre e nel processo di ieri non è stata presa alcuna decisione perché l’organo di giudizio ha chiesto tempo per esaminare nuove prove. La sospensione al momento è però confermata.

Saltano dunque per Andrea Iannone anche i test ufficiali di Sepang, in programma da venerdì 7 a domenica 9 febbraio.

Salvo (forse) per un capello


Ieri, infatti, il legale del pilota di Vasto ha chiesto l’ammissione di un’altra prova: l’analisi di un capello di Iannone presso un centro riconosciuto dalla Wada.

L’esame del capello consente infatti di stabilire l’eventuale utilizzo abituale di sostanze dopanti, mentre l’esame delle urine - che finora è l’unica prova contro Iannone - dimostra solo l’assunzione recente di tali sostanze.

L’esame del capello è risultato negativo, il che confermerebbe che Andrea Iannone non ha l’abitudine di assumere anabolizzanti. La tesi sostenuta dalla difesa del pilota è che la presenza di drostanolone nelle urine al test di Sepang deriverebbe dall’assunzione involontaria, perché Iannone avrebbe mangiato carne contaminata con anabolizzanti.   

L’accusa, dal canto suo, ha preso ad esempio le foto postate dal pilota abruzzese dove sfoggia un fisico da culturista, per sostenere la tesi dell’assunzione volontaria di sostanze anabolizzanti.

Le tempistiche


Dalla nota stampa della Federazione Motociclistica Internazionale non sono stati comunicati i tempi di definizione della vicenda.

Il procedimento è ancora in corso fino a quando non viene presa una decisione dalla Corte Disciplinare Internazionale”, recita il comunicato. “Il sig. Andrea Iannone rimane temporaneamente sospeso fino ad allora ed è quindi vietata per lui la partecipazione a qualsiasi competizione di motociclismo o attività correlate fino a nuovo avviso.

“Ai sensi del Codice mondiale antidoping e del Codice antidoping FIM, la FIM non è in grado di fornire ulteriori informazioni al momento”, conclude la nota stampa.

Di certo c’è che i tempi di decisione si sono allungati, e che Andrea Iannone è costretto a stare fermo anche per i test ufficiali di Sepang.

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