Dopo la conferenza stampa a sorpresa, alla vigilia del GP di Valencia, dove aveva fatto emozionare tanti con l’annuncio del suo ritiro, Jorge Lorenzo è tornato alla ribalta sotto i riflettori della MotoGP. E, soprattutto, è tornato con i colori che più ama: il blu e il bianco di Yamaha. Oggi, nella conferenza stampa di presentazione della squadra 2020, a Sepang, accanto a Valentino Rossi, Maverick Viñales e Lin Jarvis si è seduto anche lui, in qualità di collaudatore, ma anche di wild card.

“Sono felice di essere tornato a casa: posso dire che Yamaha è la mia casa professionale. Sono stato qui 9 anni ed è l’unico team di MotoGP con cui ho vinto 4 titoli, perché mi sono trovato sempre a mio agio”, ha esordito Jorge Lorenzo. “Sono molto felice di essere qui, di svolgere il ruolo di collaudatore, di poter dare una mano a Yamaha a vincere un altro titolo mondiale”.

Alla domanda se Alberto Puig gli abbia detto qualcosa, Lorenzo ha avuto parole di elogio per il manager di Honda.

Alberto Puig è molto ‘smart’ e leale, mi ha dato sempre un pieno supporto nell’anno che ho passato in Honda e anche per questo gli sono molto grato che non abbiano messo nessuna clausola che mi impedisse di correre con un'altra moto quest’anno, cosa che avrebbero potuto fare ma che non hanno fatto. Per questo ho potuto accettare questo mio ruolo in Yamaha”.

Il possibile ritorno


Il mercato per il 2021 è aperto: Jorge Lorenzo potrebbe considerare l'idea di tornare a correre?

“La mia prima idea quando mi sono ritirato era di ritirarmi completamente. Ho passato 18 anni della mia vita impegnandomi tanto, per correre e per vincere. Ho lavorato duramente per compiere la mia missione, ora sono in una fase diversa della mia vita”, ha detto il maiocrhino.

“Ma devo dire che l’altro giorno quando ho provato la Yamaha mi è piaciuto molto. Ho provato di nuovo una felicità professionale che non provavo da tanto tempo: forse l’ultima volta era stato quando ho vinto nel 2018 3 gare su 4, ma purtroppo per via degli infortuni non ho potuto provare più niente di simile per un anno e mezzo. Se a Valencia c’era il 99% delle possibilità che non tornassi a correre, adesso dopo i 3 giorni sulla Yamaha le possibilità possono essere il 98%" (ride).

Yamaha è la più facile


Quando gli è stato chiesto di definire le tre moto che ha provato negli ultimi tre anni, Lorenzo ha domandato ai vertici Yamaha se poteva parlare delle altre moto, gli è stato risposto scherzosamente che poteva sì farlo, ma solo male!

“Ducati non è difficile da descrivere, sia dal di fuori che dal di dentro, è una moto molto potente. Honda è difficile da descrivere, perché ho sofferto molto lo scorso anno, ma posso dire che è una moto molto agile. E Yamaha è la più facile, se hai una guida pulita”, ha concluso Lorenzo, sottolineando ancora una volta il suo feeling con il prototipo di Iwata.

Rossi: “Yamaha non mi ha mancato di rispetto”